Alla scoperta della Genova più dolce

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“Dentro questa camera i miei sogni possono trasformarsi in realtà. E la mia realtà può trasformarsi in sogno…Trattenete il respiro, esprimete un desiderio e contate fino a tre…”

(Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato)

Siete pronti a venire con me in giro per Genova in queste fabbriche della fantasia? Allora iniziamo e come dice Willy Wonka “Come with me and you will be in a world of pure imagination”. Prima di andare oltre vi chiedo solo un piccolo sforzo. Nel seguirmi in questa scoperta dovrete mettere in moto la vostra immaginazione. Io ci metterò le immagini e le parole, voi metteteci i profumi e i sapori.

Come avrete intuito, nei giorni passati ho avuto il piacere di visitare alcune fabbriche di dolci (cioccolato, amaretti, confetti, frutta candita…). Ciò nell’ideale dei più è la concretizzazione di un mondo magico ed immaginario. A Genova questi luoghi esistono davvero e nei loro laboratori prendono vita prodotti che sono una vera eccellenza Ligure. Parlare di aziende per altro è davvero riduttivo, qui siamo al cospetto di Botteghe Storiche, negozi con almeno 70 anni di attività!

Romamengo 2 verticale

Il primo luogo magico dove vi voglio portare è la fabbrica di cioccolato Romeo Viganotti. Fondata nel 1866, fin da allora si trova in Vico Castagna nel centro di Genova, a pochi passi da Piazza Deferrari. E’ ancora oggi un laboratorio artigianale immutato e fa uso di macchinari e stampi d’epoca. La fabbrica, dove vengono anche venduti i prodotti di cioccolateria, è da scovare, nel vero senso della parola. Non ci sono vetrine esterne e la ricerca vale assolutamente la scoperta.

Eugenio è il figlio di Alessandro Boccardo, famiglia di tradizione di pasticcieri e attuali gestori dell’azienda. Aiuta il padre nel lavoro e mi parla con grande entusiasmo di ciò che avviene in questa bellissima realtà. Il loro prodotto più rappresentativo e celebre? I boeri! Ma ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta: cioccolatini aromatizzati alle spezie, croccantini ma anche gocce di rosolio…insomma, le tentazioni non mancano!

 

Proseguiamo e come guidati da piccoli Umpa Lumpa, arriviamo in Piazza Fossatello, nel centro storico di Genova. Qui troviamo la pasticceria e liquoreria Cavo Marescotti.

Alessandro con i suoi modi sempre impeccabili e gentili mi accoglie con uno dei suoi chifferi (brioche ripiene di sublime farcitura alla crema, pistacchio, cioccolato e tanti altri gusti) e la giornata inizia già a sorridermi. Con una storia travagliata e non priva di ostacoli, Cavo ha preso in gestione il locale dal 2006 e lo ha riportato in attività trasformandolo in un luogo di culto del centro storico.

A pochi passi dal negozio si arriva in piazza Pinelli e qui si trova il laboratorio di Cavo. Sono molto fortunata perché capito in una mattina di grande lavorazione, si stanno sfornando giusti giusti i famosi Amaretti di Voltaggio, marchio di fabbrica di Marescotti. Dovete fare un piccolo sforzo e immaginare insieme al sapore paradisiaco degli amaretti anche il profumo di zucchero che si respira in pasticceria. I macchinari sono tutti d’epoca e vengono tenuti con la cura che si riserva solo a vecchi e carissimi amici.

Se siete degli inguaribili golosi a questo punto vi potrebbe essere venuta voglia di provare con qualcosa di confetteria. E allora eccovi accontentati, andiamo a visitare la fabbrica di Pietro Romanengo fu Stefano.

La storia della ditta Pietro Romanengo fu Stefano inizia a Genova nel 1780. Da allora le trasformazioni avvenute sono numerose, da drogheria e rivenditore di prodotti coloniali, l’attività è stata impostata sul modello dell’antica figura professionale del “confiseur-chocolatier”. Il confettiere, divenuto poi anche cioccolatiere, fabbricava e fabbrica oggi i prodotti di zucchero, le marmellate, la frutta candita, gli sciroppi e i liquori.

Dal 1928 la fabbrica di Romanengo si trova nell’edificio di Viale Mojon 1 R a Genova. Qui persiste la volontà di conservare la dimensione artigianale. La visita alla fabbrica è un’esperienza davvero unica e si percepisce subito la volontà di esaltare la qualità e la tradizione dell’alta confetteria genovese e internazionale insieme. La cura che viene messa nel produrre questi piccoli preziosi è impressionante. Ogni passaggio viene svolto con riguardo e anche maneggiare un marron glacé diventa un gesto di precisione e dedizione.

I negozi in cui vengono vendute le specialità di Romanengo sono due, entrambi in centro città: in Via Soziglia 74 e in Via Roma 51.

Abbiamo iniziato parlando di fabbriche di cioccolato e con il cioccolato concludiamo questa passeggiata che profuma di dolcezza e zucchero.

Ci allontaniamo appena ma rimaniamo in un quartiere centrale di Genova e arriviamo alla fabbrica di cioccolato Zuccotti in Via di Santa Zita nel quartiere della Foce.

La Fabbrica di Cioccolato Zuccotti viene fondata nel 1933 da Alessandro Zuccotti. Subentra nel tempo in aiuto il suo garzone Giuseppe Gianello. Si instaurerà una bella collaborazione e sarà proprio Giuseppe a portare avanti la fabbrica. Oggi la sua famiglia gestisce il locale con cura e amore tangibili.Zuccotti 2 verticale

Dietro al bancone non può mancare il controllo di Angela Maria che non perde di vista i suoi ragazzi, e il suo cioccolato, come solo un capo famiglia sa fare.

La produzione sotto Natale è frenetica, la raffinatrice gira e il cioccolato scorre e si modella sotto le sapienti mani di questi abili cioccolatieri. Il prodotto che più li rappresenta è il cremino, noto cioccolatino a righe: nero, bianco e nero. La combinazione di tre ingredienti semplici e fondamentali – cacao, zucchero e nocciola – dà vita a questo delizioso cioccolatino, così come deliziosa è l’accoglienza e la gestione di questa famiglia.

Da Zuccotti si produce cioccolato in ogni sua forma: nocciolato, scorzette di arancia ricoperte, morbidi ripieni (griotte, creme di marroni) e tanto altro.

Giunti alla fine, mi spetterebbe il triste compito di dirvi che è arrivato il momento di aprire gli occhi e uscire da questo sogno.

Prima di farvi prendere dallo sconforto però aspettate, ci sono buone notizie. C’è qualcosa che potete fare.

Potete prendere il cappotto, uscire e ricercare nella realtà questo mondo immaginario.

 

 

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