Henri Cartier-Bresson

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“È un’illusione che le foto si facciano con la macchina, la fotografia è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore. È un modo di vivere”

Potremmo sintetizzare così la filosofia di Henri Cartier-Bresson, senza dubbio una delle icone fotografiche del XX secolo, in mostra fino all’11 giugno a Palazzo Ducale di Genova.

Geniale e innovatore, ha dato vita al genere street immortalando il momento decisivo e mettendolo al centro delle sue fotografie. Sì, perché quello che interessava Bresson era la semplicità dello scatto, renderlo il quanto più possibile vicino alla visione dell’occhio umano.
I suoi soggetti non sono mai in posa statica, sono vivi, in movimento pur nella loro immobilità; un paradosso considerata tale condizione intrinseca della fotografia.


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Le immagini di Bresson raccontano una storia, non si limitano a mostrarci il momento, hanno un prima e un dopo che possiamo immaginare e ricostruire mentalmente in modo più o meno consapevole.

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C’è un’armonia rara nelle forme e nelle linee che compongono le immagini, tanto che i suoi soggetti sembrano muoversi a ritmo di una stessa melodia impartita dal maestro.
Viviamo immersi in attimi che vorremmo poter fermare. Una circostanza, uno sguardo, una risata o una lacrima, istanti che riempiono ogni giorno la nostra vita ma che inesorabilmente sfuggono.

La mostra di Bresson porta a riflettere su quanto la fotografia sia una cosa seria, testimone della nostra esistenza.
Ci mostra come alcuni fotografi tramite il loro sguardo e la loro arte abbiano la capacità di osservarci esattamente nel modo in cui vorremmo essere osservati.
Le persone o gli eventi vengono immortalati da colui che da quel momento in poi ne sarà testimone, con la cura e la sensibilità necessaria. E’ frutto di studio, di abilità e di una dose di magia che l’artista ha nella testa, nell’occhio e nel cuore e che mette nella stessa linea di mira con il soggetto.
Ecco, Bresson ha fissato per l’eternità degli attimi, senza sovrastrutture e con apparente semplicità. Nei 140 scatti in mostra a Palazzo Ducale, è possibile immergersi nel suo mondo scoprendo la ricchezza delle immagini.

Ho amato molto la mostra di Bresson, mi ha ricordato ancora una volta cosa può nascere quando una forma d’arte incontra la genialità dell’uomo.

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