Modigliani, fascino magnetico

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Sul fascino e sul talento di Modigliani si è detto tantissimo. Quello che mi riservo di capire ogni volta davanti ad una sua opera è da dove viene questo stile unico e inconfondibile che fonde la grazia classica e modernità espressiva. E qui la mostra che Palazzo Ducale gli dedica fino al 16 luglio aiuta a trovare tante risposte. Quella che ho trovato io, la voglio dire alla fine.

Avete visto e amato MidNight in Paris di Woody Allen?  Grazie all’allestimento quasi teatrale delle prime sale sembrerà di passeggiare nel quartiere di Montmartre, respirarne l’atmosfera bohèmienne e decadente, sbirciare nell’atelier di Modì e conversare in uno dei tanti caffè che facevano di Parigi, la Belle Epoque.

Quindi parliamo di un uomo dalla bellezza magnetica, di un artista di grandissimo talento e di Parigi nel primo ‘900.

Modì arriva con poche cose in una città in pieno fermento culturale, in valigia solo la sua formazione nelle accademie di Belle Arti di Venezia e Firenze. Si trova circondato da artisti ed intellettuali provenienti da tutto il mondo, mostre, vita in comune tra i pittori, pochi soldi, dissolutezza e un senso di eterno. Modì in poco tempo incarna tutto questo, con uno stile che mai si confonde. Sempre essendo fedele a se stesso.

Nelle prime sale scopriamo così che lui avrebbe scelto la scultura per esprimersi. Per tre anni progetta sculture. Non riuscirà a realizzarle per motivi di salute ma questo non sarà senza conseguenze nella sua pittura.

Si arriva nella sala cuore della mostra. Allestita magnificamente con grandi totem scuri rivolti verso lo spettatore, raffigura i volti degli amici e delle donne che affollano la vita di Modì in quei primi anni del ‘900.

Modigliani - Ungaretti

Modigliani – Ungaretti

La sala seguente è un’ode alla sensualità. I nudi femminili sono rappresentati senza inibizioni, in una carnalità accesa dai colori caldi e dai forti contrasti. I visi che ritrae appaiono antichi, quasi egizi, occhi a mandorla, e con colli allungati. Elegantissimi quanto misteriosi.

“Dipingere una donna è possederla”

E con questo Modigliani allude al desiderio di andare oltre l’aspetto esteriore e raggiungere l’anima della persona raffigurata. Le figure così appaiono in una dimensione idealizzata.

Le amicizie, gli amori e il fascino subìto e provocato nelle donne sono ancora al centro delle sale seguenti in cui si assiste ad un bellissimo lavoro a 4 mani con le opere del grande amico polacco Moise Kisling.

la fine di un’epoca irripetibile

Ci stiamo avvicinando alla fine della mostra. Nel mezzo c’è stata una guerra mondiale, un’Europa devastata nello spirito e il grande fermento culturale delle avanguardie che verrà scosso per sempre.

Modigliani vive il suo ultimo amore con una giovanissima studentessa di pittura Jeanne Hébuterne. Avranno un figlia e una fine tragica. E il loro funerale nel 1920, a cui parteciperanno gli amici più cari e molti abitanti di Montparnasse è la fine di un’epoca irripetibile.

I dipinti dell’ultime sale invece contrastano con la tragicità della vita. I colori sono più chiari e vivaci e gli sfondi sono meno astratti, più descrittivi. I tratti del disegno acquistano dolcezza e uno stato di grazia. Sembra una pittura più lirica e spirituale. Ed è proprio crudele che in questa nuova fase pittorica e personale si sia dovuta mettere la parola fine.

Ah ecco, ora vi dirò perchè secondo me il suo stile è così unico:  il mistero.

Quegli occhi assenti dal taglio orientale, i colli allungati. Un sensuale mistero sulle labbra. Sembrano avere altre provenienze queste donne. Ti penetrano con lo sguardo. E ti portano altrove.

E io le trovo ICONE POP di un’epoca che non c’è più.

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