Invadiamo il Museo Lia della Spezia !

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Neanche la pioggia ha fermato l’entusiasmo degli invasori digitali che sabato 23 aprile hanno invaso il Museo Lia alla Spezia! Le Invasioni Digitali sono l’occasione per conoscere e soprattutto far conoscere, attraverso l’uso dei social media, bellezze nascoste o poco conosciute della nostra meravigliosa Italia. È questo era il momento perfetto per conoscere da vicino una delle collezioni d’arte private più significative a livello europeo.

Il filo conduttore della visita è proprio la figura del collezionista Amedeo Lia, imprenditore e ingegnere navale; lui ha donato gran parte delle opere acquistate nell’arco della sua vita, raccolte nel Museo Lia, che quest’anno festeggia il ventennale, dando un nuovo impulso alla vita culturale di tutto il territorio spezzino.

Amedeo Lia

 

 

 

Francesca Giorgi, la nostra guida, ci accompagna in un viaggio di immagini e parole, cercando di spiegare a noi invasori come è stato possibile per un singolo uomo collezionare più di mille opere che spaziano dall’arte antica a quella moderna.

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La nostra attenzione è catturata non solo dalla descrizione delle opere esposte, ma anche e soprattutto dalle vicende avventurose e imprevedibili che hanno portato l’ingegner Lia a scoprire e ad acquisire le opere desiderate. Parliamo di acquisti rocamboleschi, avvenuti nelle modalità più stravaganti e degne della penna di un gran romanziere, come l’incontro fortunoso in treno con un antiquario e il conseguente acquisto della lettera istoriata, opera di Belbello da Pavia, della seconda metà del Quattrocento, destinata ad un altro acquirente.

Oppure l’acquisto all’asta Sotheby’s di Londra del dipinto Il Compianto sul corpo di Cristo di Lippo di Benivieni, della fine 1300, a cui è seguita una telefonata del critico d’arte Federico Zeri che chiedeva al nostro collezionista “Dimmi chi è il pazzo che è riuscito a comprare il giottesco!”.

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Un esempio di perseveranza dell’ingegner Lia è stato l’acquisto del dipinto La deposizione di Giovanni Busi. Il dipinto era appeso alla parete dietro la scrivania di un gallerista, il suo preferito, ma non era in vendita. La deposizione “doveva” far parte della sua collezione; la sua costanza è stata premiata e dopo dieci anni di trattative il gallerista ha ceduto alle sue richieste e adesso è l’opera esposta in una delle sale del Museo. Mai dire mai !Created with Nokia Smart Cam

Straordinaria poi l’intuizione del Lia che ha portato all’acquisto di una bottiglietta di arte romana di vetro soffiato a bande d’oro del I secolo a.C., comprata di impulso “perché gli piaceva”, per poi scoprire che era un pezzo raro e che se ne conoscono solo dodici esemplari conservati nei più importanti musei del mondo!Created with Nokia Smart Cam

Così di storia in storia, di aneddoto in aneddoto, il tempo vola via. Ci ritroviamo con gli occhi sazi di bellezza convinti dall’esperienza appena conclusa che osservare opere d’arte abbia un effetto benefico sul corpo e sulla mente!

Artisti non si nasce ma si diventa, sapete perché lo dico? La più piccola tra noi invasori ha seguito con tanta passione la visita al museo da armarsi di fogli e matite colorate per dare vita al suo personale capolavoro, che orgogliosamente si è portata a casa. Grande!

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