Filigrana e presepe a Campo Ligure

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Parto da Genova in macchina, pochi minuti di autostrada ed esco a Masone; in tre minuti raggiungo la mia meta. Oggi visito Campo Ligure, uno dei borghi più belli d’Italia, lo conoscete? È  la capitale della filigrana, con un ricchissimo museo dedicato a quest’arte preziosa.

Il presepe meccanizzato

Entro nel borgo, parcheggio vicino all’oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco, appena all’ingresso del centro abitato, uno splendido oratorio del 1647 in stile barocco, dove nel periodo di Natale viene allestito il presepe meccanizzato su una superficie di un centinaio di mq. Ho appuntamento con il signor Giancarlo e con altri membri dell’Associazione “Gli amici del presepe di Campo Ligure”. Il presepe è un cameo del passato, l’ambientazione è quella della Valle Stura dei secoli scorsi, con molte figure, di cui un centinaio motorizzate. Alcuni movimenti risalgono all’inizio del ‘900, altri sono più recenti; tante le scene di vita quotidiana: i muratori che costruiscono le case, i taglialegna al lavoro, la massaia che impasta, i fabbri che lavorano il ferro, il mulino ad acqua che gira, la donna che munge la mucca, l’arrotino, le donne che filano la lana e naturalmente l’artigiano che lavora la filigrana, poteva mancare nel presepe di Campo Ligure?

La lavorazione della filigrana a Campo Ligure ha inizio nel 1884 e ai tempi d’oro qui esistevano 33 laboratori artigiani dedicati a quest’arte preziosa! Parliamo di fili d’argento intrecciati e lavorati da mani sapienti ed estro creativo per creare piccoli e grandi preziosi di alto pregio artistico.

Campo Ligure è semplice, raccolta, una serie di casette colorate e decorate con gusto; passeggiando per le strade noto con piacere e sorpresa che qui le persone si salutano entrando e uscendo dal panificio per comprare la focaccia, si fermano con piacere a fare due chiacchiere con calma e cordialità.

Percorro tutta via Saracco, che è il caruggio dritto che attraversa il centro storico passando davanti ai negozi della filigrana e agli altri negozi del borgo ed arrivo in piazza Vittorio Emanuele, quella su cui si affaccia lo splendido Palazzo Spinola e la Parrocchia della Natività di Maria Vergine, che custodisce un dipinto attribuito a Bernardo Strozzi, nato qui a Campo Ligure.

“Mio padre era bravissimo”

Il tempo di un buon caffè nel bar sulla piazza e raggiungo Franca, che mi aspetta nella sua bottega: figlia d’arte, suo nonno e suo papà Matteo lavoravano la filigrana, così come lei e suo figlio Andrea. Entro nel suo regno e noto subito il bancone di legno con tutti gli strumenti del mestiere, un ordinato disordine con migliaia di piccolissime creazioni che, al momento giusto, diventeranno parte di qualche creazione artistica nelle sue mani. “Mio padre era davvero bravissimo” dice Franca mostrandomi con orgoglio una borsetta da donna in filigrana di una bellezza davvero unica … e come darle torto! Mi fa vedere oggetti prodotti da suo nonno, da suo papà, da lei e da suo figlio.

Mi dice che “vanno molto” gli Edelweiss, ma fra le sue creazioni noto anche animali, oggetti della vita quotidiana ed altri fiori, piccole creazioni di ingegno e talento. Franca mi mostra la sua piastrella da lavoro e quella di suo figlio, nera in ardesia, sulla quale brulicano tante piccole composizioni e mi spiega a cosa servono e come si montano insieme: qui non si butta via niente perché prima o poi può tornare utile per la composizione di qualche altro oggetto.

Il Museo della Filigrana

Ci spostiamo al Museo della Filigrana: chi lo ha progettato ha fatto davvero un bel lavoro, è un museo moderno e interessante dedicato ad un’arte antica, piacevole da visitare, luminoso e molto curato, con pezzi provenienti da tutto il mondo. È intitolato a Pietro Carlo Bosio, collezionista che ha regalato molte delle opere esposte; viaggiatore per lavoro, al suo rientro portava con sé sempre qualche opera in filigrana; poi è nato il museo, è cresciuto e si è arricchito di tanti pezzi, alcuni davvero unici. Tre piani per raccontare di un’arte che ha origini antiche e che si è diffusa in tutto il mondo, particolarmente sviluppata qui a Campo Ligure. All’ultimo piano gli oggetti del mestiere, tutti provenienti da antiche botteghe di Campo Ligure; qui fra gli oggetti spunta una gigantografia di Antonio Oliveri (ho scoperto che qui il cognome Oliveri è diffuso come Parodi a Genova), il maestro che ha dato il via alla lavorazione della filigrana qui a Campo Ligure.

Il pezzo che mi ha colpito di più? Uno splendido bracciale con gusci di noce lavorati, proveniente dalla lontana Cina, datato XVIII secolo, una vera meraviglia … anche se devo dire che alcuni pezzi russi mi hanno davvero incantata: oggetti preziosi, finemente lavorati, splendidamente decorati con smalti colorati.

A pochi passi dal museo, il ponte di San Michele, di origine medievale, a tre arcate, varie volte distrutto e ricostruito nei secoli. Attraversa il fiume Stura, che scorre proprio a fianco del borgo disegnandone i confini. Il centro storico è sormontato dal castello della famiglia Spinola, con un bel giardino.

Tornerò qui a Campo Ligure nel periodo delle vacanze di Natale per vedere il presepe meccanizzato, ne vale la pena e naturalmente porterò i miei bambini!

www.museofiligrana.org

Mi presento in 5 parole: Genova, Liguria, Instagram, Pentax, mamma. Amo viaggiare e fotografare, mi piace scoprire e…

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