Valgraveglia: Nascio e Cassagna, un viaggio di milioni di anni al centro della Terra

Inserito da

E’ una domenica d’autunno e decido di aggregarmi ad un gruppo di amici, che simpaticamente si auto -definiscono Associazione  “Andiamo al mare e ai monti”, in una gita con “mangiata” in Valgraveglia, Riviera di Levante, alle spalle di Lavagna. Le mete scelte sono due antichissimi borghi della Valle: Nascio e Cassagna. Siamo un bel gruppo tra adulti e ragazzi, circa 20 persone, e abbiamo due guide d’eccezione, anche loro amici del gruppo: Mauro, geologo di professione ma artista del legno per passione, e Roberto, geometra di professione ma tuttologo  per passione, insomma un “Pico dè Paperis” con una delicata inflessione dialettale genovese.

La Valgraveglia e le sue miniere

La Valgraveglia: una valle un po’ nascosta, ritrosa e rude, come la pietre e le rocce che la formano, che hanno una lunghissima storia da raccontare. Qui milioni di anni fa c’era il mare, come ci spiega Mauro, il geologo. Nella zona della Val Graveglia, infatti,  sono presenti in un’area limitata sequenze di rocce eruttive e tutte le sedimentazioni soprastanti. Questo permette di osservare una lunga e complessa storia geologica che è iniziata nel Giurassico ed è durata 150 milioni di anni.


Per questo motivo la Val Graveglia è considerata dai geologi una delle aree più importanti per lo studio della dinamica terrestre e lo studio di rocce che attualmente affiorano solo in poche aree emerse del mondo o costituiscono il pavimento dei bacini oceanici attuali. La Val Graveglia è diventata una valle molto apprezzata dai cercatori di minerali che se sono fortunati possono trovarne alcuni  unici al mondo come ad esempio la Gravegliaite o la Reppiaite che prende il nome proprio da una delle località più importanti della zona, la bella Reppia.

I monti della Valle sono ricchi principalmente di manganese e minerali contenenti ferro e rame.
Proprio il manganese è stato “fonte di vita” per generazioni di minatori e relative famiglie. Questo spiega la presenza di molte miniere: oltre  a quella nota di Gambatesa, da cui si estraeva il manganese, vi sono altri “poli” minerari (abbandonati) sparsi per la valle, i principali sono quelli di Molinello, Scrava, Bossea e Cassagna. Inoltre esistono decine e decine di altre gallerie sparse su tutto il territorio della Val Graveglia, in alcune è stato estratto minerale pregiato, in altre invece lo scavo non ha dato i frutti sperati.

Il suggestivo ponte di Nascio

Appena parcheggiata l’auto percorriamo a piedi il piccolo borgo di Nascio. Il villaggio si presenta avvolto in una nebbiolina umida, e completamente deserto. Scopriamo che il borgo  situato sulle falde del Monte  Bianco alla base di una rocca di diaspro, in posizione elevata, era sorto intorno all’anno 1000, attorno ad  un antico castello distrutto poi dai Genovesi nel 1033. La chiesa, dedicata alla Vergine Maria e a San Michele, fu costruita nel 1565 in un sito adiacente all’antico castello e un leggero rifacimento forse nel 1910, grazie ai fondi versati dagli abitanti emigrati in America Latina.

Scendendo dal paese verso il fiume si raggiunge il famoso ponte di Nascio. Il ponte è stato  costruito nel XVIII secolo ed è tuttora percorribile a piedi. È un ponte ad un’unica arcata, con copertura piana. Al centro è stata posizionata un’edicola mariana datata 1766. La collocazione del ponte tra due speroni rocciosi molto scoscesi è particolarmente suggestiva, e ci offre sorprendenti panorami sui monti circostanti, dove si possono notare le varie fasi geologiche della valle.

 

Un borgo senza tempo: Cassagna

Dal ponte di Nascio proseguiamo sulla mulattiera che porta in circa venti minuti, al borgo di Cassagna. Sembra di essere in uno di quei presepi liguri con le casette in pietra ed i tetti di ardesia, in una strana atmosfera sospesa nel tempo. La  domanda si legge nei volti di tutti noi: ma in che epoca siamo? All’improvviso tutto il nostro mondo scompare, niente più auto, né tecnologia, né rumore, né negozi, né fretta, né stress….. solo silenzio, pietre, ruote di un vecchio mulino, castagni, ardesia, odori di muschio ed erba bagnata e il  delicato suono dell’acqua che scorre in un tranquillo ruscello sottostante.. All’improvviso l’insegna dell’agriturismo A Cà da Nonna ci riporta alla realtà: è ora di pranzo e qui ci fermiamo a gustare i prodotti della Valgraveglia.

Menù completo, e rigorosamente ligure.  Antipasti con i classici testaieu, torta di riso, friscieu e verdure ripiene, primo di ravioli fatti  in casa con le erbette, secondo con asado (il piatto simbolo della storia dell’emigrazione ligure): la punta di vitello cotta sulla brace, preparata da secoli dai vaqueros della Pampa, con il ritorno in Liguria di molti figli e nipoti di emigrati, fu importata in queste terre ed è oggi un piatto cui si dedicano sagre in molte località; soprattutto nel levante. Per concludere torta di mele,  caffè, e ammazzacaffè. Non ci facciamo mancare nulla…

Piccola passeggiata digestiva dopo pranzo e  raggiungiamo le auto lasciate nel parcheggio di Nascio, in silenzio, rimuginando sulla  storia della Terra che si legge tra queste pietre e ci sentiamo piccoli, in un tempo così infinito. La gita è terminata e dopo i saluti si rientra a casa, nella realtà della vita moderna ma con ancora le immagini di quei posti dove il tempo scorre così lentamente che quasi pare essersi fermato.

 

Commenti 1

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>