Nel regno del canestrello

Inserito da

“Nel regno del canestrello, all’ombra di un antico castello, c’era una volta….” il racconto della mia visita potrebbe iniziare così. La giornata è quella giusta: un cielo azzurro terso e una temperatura autunnale ancora piacevole. Parto da Genova, percorro la Val Bisagno, supero Prato  e in un attimo imbocco la SS45 direzione Torriglia. Che bello l’autunno da queste parti: boschi a perdita d’occhio man mano che si sale, e si sale parecchio, Torriglia si trova a più di 700 m. slm … ma non lo direste mai !

Lungo il percorso passo per Bargagli e mi ricordo che qui ci sono due presepi in due frazioni diverse: il primo che si incontra salendo è quello di Viganego ed è il presepe nel bosco; il secondo è quello di Traso Alto, è il presepe in ardesia, dentro alla chiesa, due piccoli mondi di tradizione e bellezza.

Un cartellone lungo la strada mi ricorda che qui siamo nel cuore del Parco dell’Antola, davvero stupendi i colori dei boschi da queste parti. Ma quanto verde nell’entroterra genovese! Raggiungo Torriglia, parcheggio e inizio a scattare qualche foto qua e là prima di iniziare il tour del canestrello.

La strada principale, il corso, ospita la maggior parte dei negozi. Qui si respira aria di tranquillità, poco trambusto in giro e dolci profumi nell’aria …. mi accorgo immediatamente che qualcuno ha appena sfornato i canestrelli, direi che sono arrivata al momento giusto :-) Entro e vengo accolta dal signor Pino, che mi racconta la storia del canestrello e com’è nata la tradizione, della signora Pollicina, che nel 1820 ideò la ricetta dei canestrelli a base di tuorli d’uovo, farina 00, zucchero e burro. Mi racconta poi che hanno brevettato una torta! Ma come, si brevettano le torte? Eh si, la ricetta della torta “La bella di Torriglia”, una golosità alle mandorle. Epperò quante cose scopro a Torriglia!

Faccio due passi e visito un’altra bottega artigiana, quella della signora Flavia, che mi accoglie indaffarata mentre impasta: ci parliamo da lontano, lei nel laboratorio, io davanti al banco, ma anche lei mi racconta e risponde con piacere alle mie domande. Nel suo negozio fotografo un’antica madia con gli ingredienti e la ricetta dei canestrelli: un vero tuffo nella tradizione. Mi cade l’occhio anche sul miele che si produce da queste parti, è quello del consorzio dei produttori della valle e ha il marchio del Parco dell’Antola, una garanzia di qualità!

Continuo a salire lungo il corso e trovo diversi laboratori dove si producono canestrelli. Mi viene in mente quel film di Fantozzi, quello in cui la Pina si era innamorata del panettiere e c’era pane dappertutto, ve lo ricordate? Qui ovunque ti giri ci sono canestrelli, buonissimi canestrelli ovunque! Sulla destra noto un’insegna ovale con un canestrello verde … la curiosità è donna, mi avvicino per saperne di più. Scopro che qui preparano il canestrello verde al pistacchio! E perché è verde? Perché qui una volta pare siano stati avvistati gli ufo, e una volta l’anno si tiene un convegno sull’ufologia … paese che vai …

Proprio qui a fianco un’altra bottega colpisce la mia attenzione … ha una splendida insegna in ceramica, ma qui non si vendono canestrelli … questa è una vera bottega storica dal 1933: gli arredi in legno, il pavimento in graniglia stile genovese, la bilancia di una volta, il marmo a decoro degli ingressi … un piccolo mondo antico!

Proseguo la mia salita e continuo a scattare: uso la mia Pentax come fosse un taccuino, per prendere appunti e mi sembra che l’idea funzioni! Sulla destra scorgo la parte alta del centro storico, il cuore del borgo: qui le case dalle facciate color pastello riescono a stupirmi … ma come, e io che pensavo fossero tipiche solo della Riviera ! Qui siamo a oltre 700 m slm e sembra di essere a Boccadasse! Scendo giù nel caruggio e non posso fare a meno di notare che qui tutto è ben curato e pulito, persino i lampioni sono belli! Arrivo in fondo al caruggio e scorgo un voltino sotto una casa dalle splendide pareti azzurre elegantemente decorate … eccola lì è lei: “a Bella de Turriggia … tutti a voean e nisciun a piggia” è un quadro famoso di Pietro Lumachi. Ma se volete sapere la sua storia, dovete venire qui a Torriglia 😉 Continuo la passeggiata e dal ponte che porta a Casaleggio scorso un bel“trogolo” (lavatoio) in mezzo ai fiorellini … che poesia!

Termino la vista del centro storico e riparto in macchina per andare a visitare i resti dell’antico castello, che domina dall’alto il borgo: mi hanno detto che intorno al castello c’è un bel parco verde in posizione molto panoramica. È verissimo, il parco c’è ed è molto ben curato, con tavoli e panche in legno per accogliere i visitatori, all’ombra degli alberi. Si sale, si sale, qui fra 12 km si raggiunge il lago del Brugneto … dilemma, ci vado o non ci vado? Guardo l’ora, desisto, magari un’altra volta … oggi voglio godermi Torriglia.  Che giornata meravigliosa! L’autunno ti dona cara Torriglia, aggiunge fascino ai tuoi già splendidi colori!

Mentre riscendo verso il borgo, lungo la strada incontro due ragazze a cavallo lungo la provinciale a Giro del Bosco, e mi viene in mente che mi hanno parlato di un maneggio da queste parti! Seguo le insegne per gli impianti sportivi: qui c’è un bel campo da calcio a 11, una piscina, la palestra, il campo da tennis, il campo da bocce. Superata la piscina ecco il rifugio “il mulino del lupo”, con il maneggio. La struttura è recente e ben curata; Marco, il proprietario, mi accoglie e mi racconta che questo è un rifugio del Parco dell’Antola punto tappa dell’alta via dei monti liguri, punto di partenza per escursioni a piedi e a cavallo …. guardo con la coda dell’occhio le scuderie … “Vuoi fare un giro delle scuderie?” eccome no! Mi sento come “una bambina di città”, ho timore ad accarezzarli, sono davvero bellissimi e tantissimi! Gli ospiti del rifugio qui volendo possono anche cavalcare … mica male, eh !

L’ora del ritorno si avvicina, decido di passare da Montoggio e da Casella, così tanto per cambiare strada. Sono stati i monti a farmi decidere di cambiare strada al ritorno, i monti e l’autunno con i suoi splendidi colori, è spettacolare il contrasto fra il cielo azzurro e i monti con mille sfumature di colori. Scendo da Sant’Olcese, è un po’ che non passo da queste parti; attraverso varie volte i binari del trenino storico di Casella e mi fermo a fotografare la chiesa di Sant’Olcese …. e visto che ci sono faccio anche un passo in salumeria a prendere un salame di Sant’Olcese, quello buono che mi piace tanto.

La mia visita nell’entroterra genovese è quasi finita, peccato, era un po’ che non venivo da queste parti e sono stata contenta di esser venuta qui oggi in questa splendida giornata autunnale.

Mi presento in 5 parole: Genova, Liguria, Instagram, Pentax, mamma. Amo viaggiare e fotografare, mi piace scoprire e…

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>