Camogli, la mia irrinunciabile tazza di tè

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La dimensione del viaggio mi corrisponde appieno. Sarà perché sono un sagittario ma per me la valigia è il naturale prolungamento del mio braccio. Mi piace partire, conoscere posti nuovi ma anche rivedere luoghi già noti per fissare nella mente altri particolari e dettagli. Tuttavia, da buona genovese, mi piace partire tanto quanto ritornare e faccio della mia saudade l’elastico che ora mi allontana e ora mi riporta alla mia terra.

Camogli è il mio borgo del cuore, incastonato nell’azzurrissimo golfo Paradiso (come si poteva chiamare se non così questo incantevole luogo?).

Camogli: il mio mare.

unnamedCamogli per me è innanzitutto sinonimo di “mio mare”: conosco ogni anfratto, ogni spiaggia, spiaggetta, spiaggettina, scoglio e moletto. L’estate non è estate se non si scende in spiaggia (la mia preferita è quella sotto l’hotel Cenobio dei Dogi, quella gestita da Gigi col mitico cappellino giallo) con l’asciugamano sottobraccio; a volte non lo stendo neanche tanta è la voglia di tuffarsi.
Ma la Camogli che preferisco è quella delle casettine colorate messe in fila, una ripa maris sempre così riconoscibile, soprattutto se si arriva dal mare. Tra queste viuzze e la passeggiata a mare si compie da sempre il mio collaudato “rito camoglino”, che di solito inizia con una sosta alla gelateria Gelato&Dintorni di via Garibaldi, per una qualsivoglia leccornia refrigerante.

Una ripa maris sempre così riconoscibile, soprattutto se si arriva dal mare.

Da secoli ormai opto per una granita di frutta fresca, ce ne sono per tutti i gusti: limone, menta, pompelmo rosa, anguria, frutti rossi ecc… Ma la mia preferita è quella ai fichi viola, una vera squisitezza: quando la vedo tra i gusti ne ordino una formato maxi!

Pochi passi più avanti, devo assolutamente buttare il naso tra i fitti scaffali della libreria “Ultima Spiaggia”. Libri in ogni dove, in una felice ed ordinata confusione: mi viene voglia di leggere di tutto quando sono lì, con una particolare predilezione per storie di vascelli e pirati ovviamente.

Camogli_22_RBProfumo di focaccia, aria di casa.

Siamo in Liguria, che diamine, non si può non parlare di focaccia e affini! Quella che preferisco la fa Revello (che ha una sede anche a Tokyo, pensate un po’!): menzione speciale poi per la sua superlativa torta di riso (da provare se non l’avete mai fatto) e i mitici Camogliesi (dolcetti sopraffini).

Camogli offre anche una miriade di negozietti di artigianato e oggettistica davvero deliziosi; da “Cose di Casa” si respira un’aria shabby chic che mi stuzzica sempre l’acquisto compulsivo…

Camogli, pirati e rum.

Tra i mille posti che potrei citare ce n’è uno che amo profondamente perché mi ricorda la mia adolescenza quando, appena neopatentati, partivamo da Genova per andare “a bere qualcosa” il sabato sera. Parlo del Pirata, in via San Fortunato, a due passi dal porticciolo. Sotto lo sguardo languido di una Monroe in bianco e nero (delizioso fotomontaggio che mi ha sempre fatto sognare!), si possono gustare cocktail molto particolari, soprattutto a base di rum provenienti dai quattro angoli del pianeta (Mauro, il padrone di casa, ne è un vero intenditore). Cosa per me da non sottovalutare, al Pirata si ascolta anche ottima musica, ma questa è un’altra (piacevolissima) storia…

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