Cogoleto e la fiaba del brutto anatroccolo

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Avevo due nonni genovesi simpatici e furbetti che negli anni ’70 comprarono sulla carta un appartamento con vista mare a Cogoleto. Era un investimento poco oneroso. Allora Cogoleto era il paese dei matti, per via del Manicomio di Pratozanino, era il paese di grandi industrie del Ponente. A Cogoleto si lavorava, mica si andava in vacanza.

Cogoleto era il paese dei matti.

Ma i miei genitori scelsero di trasferirsi lì, in quella casa dei nonni, quando nacque mio fratello minore. Fu una scelta dovuta, non particolarmente sentita.

Ma non ce ne saremmo mai andati.

Cogoleto mareIo ero piccola e giocavo ai giardinetti davanti al mare con gli altri bambini. Erano molto diversi da quelli di oggi, c’erano solo dei grandi cespugli favolosi per il nascondino. D’estate con i miei andavamo al mare nella spiaggia libera della Chiesa, e d’inverno eravamo tutti a giocare nella piazzetta colorata. C’era il cinema dove oggi c’è un supermercato e un cinema all’aperto in cui dovevi portarti i cuscini, perchè sedersi su quelle seggiole in legno era peggio che sugli scogli. Tante sere a ridere con le amiche dalla finestra o nel cortile sotto casa a giocare a pallavolo, per la felicità dei proprietari delle auto parcheggiate.

La fortuna gira.

Era l’11 aprile del ‘91. Ci fu un gravissimo incidente in mare. “È affondata una nave petroliera!” Si diceva per tutto il paese. Tutti andammo ai giardinetti a vedere il fumo che riempiva il cielo. Ci faceva paura. Non che noi di Cogoleto ci aspettassimo niente di più di quello che avevamo. Ma dopo la Stoppani, la Tubi Ghisa, il paese dei matti, anche la strage ambientale… quella proprio ce la saremmo risparmiata. E invece da quel giorno, sentivamo un rumore diverso in paese, un leggero scricchiolio. Era la ruota della fortuna che aveva cominciato a girare…

Avvenne in pochi anni. Prima la passeggiata, poi le nuove spiagge all’Arrestra, poi il collegamento dell’ex tracciato ferroviario tra Arenzano e Varazze, infine i localini sul mare e la ristrutturazione delle piazzette in centro.

La passeggiata nuova di Cogoleto è lunghissima e prende il sole fino al tramonto.

È bello percorrerla la mattina, con poca gente e ascoltare il mare. E alla sera, quando si spengono morbide le luci del giorno e qualcuno fa un ultimo bagno prima di rientrare a casa. Lo senti proprio tuo il mare.

Ci sono tanti accessi alla spiaggia che in ogni momento puoi decidere di sfilarti le scarpe e mettere i piedi sulla sabbia. Nei giorni più tersi si vede da Spezia a Spotorno.

Lungomare, gozzi, salsedine, spiagge libere.

Davanti alla spiaggia dei pescatori, tra te il mare ci sono solo i gozzi, tutti un po’ vissuti e scoloriti dalla salsedine e dal tempo. È un punto bellissimo da fotografare la sera con le luci calde del tramonto. Il lungomare dedicato a Govi è fatto di ciottolini bianchi e neri, ricorda il bagnasciuga. È fresco, riparato, assolato, arioso e accogliente. E di là in paese, tante piccole piazzette che un tempo venivano usate per ormeggiare le barche. Oggi piacevolmente occupate da localini e ristoranti.
Ci sono tantissime spiagge libere, alcune attrezzate.

Birretta e festa sulla spiaggia.

È normale che ce ne siano tante qui. Cogoleto è sempre un po’ così naïf, semplice, scanzonata. Orgogliosa, ma non troppo. È un paese da birretta e festa sulla spiaggia, dove si balla rock ma anche musica italiana anni ‘80. C’è sempre stato di meglio che stare a Cogoleto e molti di noi se ne sono andati per trovarlo, guardandosi spesso indietro perchè gli anni che hanno trascorso qui, chissà se altrove.

Cogoleto è sempre un po’ così naïf, semplice, scanzonata.

C’era anche una vecchia ferrovia che in Liguria passava proprio lungo il mare, il tratto da Arenzano e Varazze in cui il treno imboccava tante piccole gallerie e quando sbucava c’era un’esplosione di luce e di mediterraneo.

Da qualche anno è diventata una lunga passeggiata, una ciclabile, un tracciato di parecchi Km pianeggianti, che si usa per andare al mare, per spostarsi da paese a paese, per fare un po’ di bici davanti a questo paesaggio.

È un percorso bellissimo, che offre tanti spunti, da quelli fotografici, a quelli di relax, a motivi di interesse geologico.

Ora quando dici che sei di Cogoleto ti senti dire “Com’è diventato bello!” E mi viene in mente quella fiaba di Andersen che racconta di un brutto anatroccolo diventato cigno. E ripenso ai miei nonni che tanto tempo fa hanno comprato quella casetta vista mare. Guardo Jacopo che gioca con gli altri bimbi ai giardinetti e penso a che bel regalo hanno fatto anche a lui.

Ho sempre viaggiato, prima in spalla, poi con lo zaino ora spesso con il trolley. Ma la mia…

Commenti 4

  1. Brava Chiara, sei riuscita ad evocare quanto tutti noi che amiamo Cogoleto pensiamo. Chissà che ti sia venuta l’ispirazione dopo aver parlato di quanto poco si fa per promuovere il nostro paese…

    Adesso lo facciamo girare!

    Massimo

  2. grazie , per queste belle parole! è come se mi avessi letto nell’anima! anch’io ho vissuto a Cogoleto dal 1967 fino a quando non mi sono sposata, ma ho ancora casa lì. Si, è diventata bella , molto bella , ma per noi era bella , molto bella anche allora!!

  3. La ricchezza di Cogoleto erano le industrie che lo hanno trasformato da un pugno di case in una cittadina viva; ricordi anche che se molti Cogoletesi hanno una casa lo devono a quelle industrie e che un tempo varazzini ed arenzanesi venivano a cercarvi lavoro. Quella che Lei dipinge come un’utopia mediterranea per i turisti (quali turisti? che ad ogni San Lorenzo c’è sempre meno gente del precedente…) è solo un paese con ben poche prospettive. Scriva anche questo nel Suo articolo, altro che brutto anatroccolo rinato.

  4. Grazie Chiara,io sono di Firenze,mia madre era di Cogoleto,ho passato tante estati dalla fine della scuola,
    a giugno,all’inizio a Ottobre,(iniziava il primo Ottobre),praticamente ci sono cresciuto a Cogoleto,imiei parenti erano di Cogoleto,i miei amici erano di Cogoleto,lo sentivo come il mio paese.Tutte le volte che ci tornavo era sempre un’emozione.Anche ora nel computer la pagina iniziale è sempre la spiaggia libera delle barche,tutti i giorni aggiornata.Ora che mia madre non c’è più,ci torno molto di rado,ho sempre meno parenti,però ti assicuro quando vedo il cartello Cogoleto,la mente mi si riempie di tanti ricordi bellissimi.Ora è tutto molto bello,ma quei tempi………
    Saluti e grazie

    Fulvio

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