Biassa e tramonti: (Cinque) Terre e feste di altri tempi

Inserito da

I Biassei non andavano in vacanza. D’estate, a piedi, rigorosamente a piedi, andavano a Tramonti. Schiara Monesteroli Fossola e Persico le mete delle vacanze. Transumavano al di la delmonte. Salivano la mulattiera e scendevano dal crinale. Oggi questi piccoli e, in inverno, inabitati borghi sono nel Parco e sono frequentati dagli amanti del trekking ma, allora, parlare di Tramonti voleva dire pensare alla fatica.

Partivano, per andare oltre al monte verso il mare, adulti e bambini, nonni e nipoti, con gli animali da cortile. Andavano anche a lavorare forse, soprattutto a lavorare i terreni e a preparare la vendemmia. Le vacanze erano quelle. Scandite dalle ricorrenze dei patroni. Segnavano l’inizio o la fine dell’estate. O la canicola estiva. Detti popolari legati alla terra. A novembre, l’effimera estate di San Martino, a Biassa, appunto.

Non un Santo qualsiasi.

Gaiada-Schiara-TramontiSant’Antonio da Padova, se sei di Biassa, non è un Santo qualsiasi, ammesso che ne possa esistere uno qualsiasi. Sant’Antonio è “Santantonin“, è il patrono di Schiara. All’epoca, diciamo trenta o trentacinque anni fa, tutti i ragazzini di Biassa (o Spezia, con un legame a Schiara) si trovavano li. Era festa. La festa era stare attorno al fuoco, che si accendeva all’imbrunire, sul minuscolo piazzale antistante l’altrettanta minuscola (e preziosa) chiesetta dedicata al Santo. La festa era raccogliere le “zendaie” per accendere, le “urse” per far divampare e i tronchi per conservare i carboni fino a mattina. Festa, era festa perché si cuocevano le patate sotto la cenere che erano divorate dai bimbi e le cipolle per gli adulti.  Si respiravano i fumi del legname non sempre secco e i profumi del cotto. Da lontano il faro del Tino, con il ticchettio luminoso, tre luci e poi buio per cinque – sei secondi o le barche con l’illuminazione laterale, luce rossa a sinistra e verde a destra, erano la compagnia e indicavano la direzione, verso Spezia o verso Monterosso.

Il 13 giugno, per Santantonin, inizia l’estate.

Era festa perché si stava con i coetanei, cresciuti dall’anno precedente, che erano stati persi di vista durante l’anno. Un appuntamento. Era festa perché anche i grandi, (a occhio, i grandi che potevano avere la mia età ora), si ritrovavano a parlare e a raccontarsela. Tutti, ma proprio tutti, come per i vestiti dalle feste, sfoggiavano il dialetto che, spesso, come una seconda lingua poco parlata, si attorcigliava e dava luogo ad una parlata musicale, dura ma bellissima.

Era festa perché Sant’Antonio era l’occasione per stare con i nonni con cui si passavano quei giorni. La festività non si spostava, non si spostava mai alla domenica successiva. Sant’Antonio era sempre il 13 giugno. Al limite le celebrazioni si allungavano come i fiaschi di vino sulle tavole comuni. Era festa anche se, qualche volta si faceva la conta degli assenti. Delle persone che purtroppo non c’erano più o altre impossibilitate temporaneamente.

Era festa quando la scala retrattile, che portava al basso soppalco, si allungava e noi cugini, tutti, ci immergevamo nei letti spesso polverosi e con lo splendido, unico, profumo di chiuso. Il profumo di Tramonti. Profumo che ti entra da qualche parte, nella testa, e non esce più. E tutte le volte che si sente, e se sei di Biassa lo senti, lo scampanellio della campana o il profumo delle umide coperte pensi alla festa. A quella festa.

Il 13 giugno, per Santantonin, inizia l’estate. E la festa era anche questa. A Tramonti, oggi Parco Nazionale delle Cinque Terre e Patrimonio Unesco. Patrimonio di tutti, da raccontare e non perdere.

Commenti 1

  1. Molto poetico , fa venire voglia di esserci , e di aver vissuto quei momenti . E’ bello che le newsletters del parco abbiano anche queste “notizie “per chi non ci abita , ma è turista è un modo per essere davvero partecipe e fare propri quei luoghi così particolari . Anch’io scrivo ed ho acquistato da poco una casetta a Travandasco sopra Riomaggiore … Magari chissà un giorno vi mando un mio racconto od Aforismi . Complimenti
    Rosanna Figna ( Pr)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>