Prendi il battello e scappa a San Fruttuoso di Camogli!

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SCorcio san fruttuosoImmaginatevi la scena: è una domenica mattina, il sole ci sveglia, la colazione in cucina sembra essere pronta, anche le lumache cantano. Un attimo, questa è una canzone degli Ex-Otago ed è anche la mia sveglia per la domenica, scusate mi sto confondendo. Quello che vi sto per raccontare però è successo davvero una domenica mattina di inizio maggio, una giornata meravigliosa.

Come potrebbe non essere tale d’altronde, siamo usciti dall’inverno e nei mesi passati la domenica ci ha salutato spesso con un cielo grigio. Oggi invece è una bellissima giornata. Prendo la macchina fotografica, controllo che il cellulare sia carico, afferro un paio di occhiali da sole e via, appuntamento alla stazione con Chiara, Barbara e un sacco di altra bella gente, tutti pronti alla volta di Camogli.

Trovo che Camogli sia un paese incantevole, le case sembrano essere state dipinte da un pittore impressionista e ogni volta che arrivo qui ho la sensazione di entrare in un quadro, un po’ alla Mary Poppins, per capirci.

Prendiamo il battello dal molo e ci imbarchiamo alla volta di San Fruttuoso, piccolo angolo di paradiso isolato dal mondo. Isolato nel vero senso della parola, una volta arrivati scopriamo che il temporale di venerdì (vedi sopra per il discorso del cielo grigio) è stato talmente forte che ha bloccato tutte le linee telefoniche quindi niente rete, niente internet, niente facebook o twitter. Diciamocelo, un po’ una benedizione, ogni tanto essere offline fa bene e se ti trovi circondata da un mare color smeraldo degno del film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto” ti convinci davvero di non aver bisogno di nulla.

Lo scopo della nostra gita è la visita dell’Abbazia di San Fruttuoso guidata dal direttore Alessandro Capretti. Chi conosce San Fruttuoso lo sa, l’Abbazia è un vero gioiello in quest’oasi di pace e vedere la spiaggia “dal di dentro” è grandioso. Il complesso è un bene protetto dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) ed è composto da diverse strutture. Visitiamo i chiostri, la chiesa primitiva e anche la cripta. Il direttore ci guida all’interno della struttura raccontandoci le storie e gli aneddoti di questo luogo.

Finita la visita si è fatta ormai l’ora del pomeriggio, qualcuno decide di rimanere in spiaggia a farsi un bagno e godersi l’aria di vacanza. Noi, ahimé, senza costume riprendiamo il traghetto e torniamo a Camogli. Arrivata qui, nonostante sia domenica, ho la sensazione di veder riprendere la vita di tutti i giorni: torna la linea telefonica e quindi la connessione, si prende un altro treno e si arriva a Genova. Questa piccola parentesi di paradiso non mi è dispiaciuta affatto, siamo stati per qualche ora come dei naufraghi; #lostinparadise è il nostro hashtag del giorno (sempre per il discorso di cui sopra, online e offline). Torno a casa in attesa della prossima gita, del prossimo giorno di sole e della prossima avventura.

Intanto domani suona la sveglia del lunedì: il giornale radio.

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