I cavalli selvaggi dell’Aveto

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Voi come ve lo immaginate il Paradiso? Io non lo so, però quando mi sono trovata a pochi metri dai cavalli selvaggi nel Parco dell’Aveto, immersa in un’aria fine e profumata di fiori, tra il verde dei monti e lo sguardo che spaziava fino al mare, ho ripensato a una frase degli Indiani d’America che avevo letto tempo fa: per voi uomini bianchi il paradiso è in cielo, per noi il Paradiso è la Terra. 

Il paradiso in terra.

shanti-house-bb2Chi mi ha portato in questo luogo magnifico è Evelina Isola, naturalista e guida che, con passione e tenacia, cerca di far conoscere a tutti questi splendidi animali che ormai da 15 anni vivono in totale libertà, senza il minimo intervento dell’uomo. Per essere presto sui sentieri domenica mattina, partiamo insieme sabato pomeriggio da Genova in auto verso Borzonasca: poco più di un’ora che vola tra scambi di idee e tante domande da parte mia. Evelina mi racconta della razza dei cavalli, di come si sono inselvatichiti  e di come la loro presenza è vissuta dagli abitanti della valle Sturla.

Ospitalità sincera.

shanti-house-bbL’idea di dormire direttamente nel Parco mi fa provare un’atmosfera vacanziera! Quando poi arriviamo al bed&breakfast Shanti House, sono ancora più felice. Una casetta in legno e pietra totalmente immersa nella natura, tutt’intorno alberi, un orto e la stalla. Ad aspettarci ci sono Franco e Martina, che con un’ospitalità schietta e sincera ci fanno sentire subito a casa.

Ovviamente la conoscenza di un luogo passa anche dalla cucina tipica, e così la sera, su suggerimento di Martina, andiamo all’osteria La Greppia a Sopralacroce, e qui si apre un altro capitolo che meriterebbe un post a parte, che si potrebbe chiamare “quanto si mangia bene nell’entroterra ligure”! Antipasto di formaggi e salumi locali, pansotti con noci e pinoli pestati nel mortaio e maltagliati al pesto di fave,  tutto fatto in caso e cucinato da Elisa, gentile e ospitale chef della Greppia.

Quando siamo fuori dalla Greppia, ci guardiamo attorno. Il cielo stellato, la luna e un silenzio profondo rotto solo dal frinire dei grilli: sembra di essere lontanissimi da tutto, dalla vita balneare della costa, dalla rumore della città, invece siamo solo a pochi chilometri da Lavagna.

Un rifugio tra i prati.

Il mattino partiamo dal b&b per le 8.30, bisogna cercare di essere sui sentieri abbastanza presto in modo da avere maggiori possibilità di vedere i cavalli. Penso che se non dovessimo avvistarli ci sarebbe sicuramente un po’ di delusione, però la vista di tanta bellezza naturale mi ripaga gli occhi e lo spirito. In auto arriviamo alla malga Perlezzi, un rifugio tra i prati ai piedi del monte Aiona. Da qui parte il sentiero per il lago di Giacopiane. Il percorso è bellissimo, passiamo attraverso prati in fiore che si alternano a faggete. Grazie a Evelina imparo tantissimo sulla natura in Liguria, anche la differenza tra l’abete rosso e l’abete bianco osservando se le pigne sono all’insù o all’ingiù. Lei legge la natura come un libro e ogni segno lo traduce per noi: anche un cespuglio di nardo è l’occasione per spiegarci molte cose sulle abitudini alimentari del cavallo.

Avvistamento… cavalli!

Ci mettiamo sulle loro tracce, scrutando i fili d’erba, le impronte, finché arriviamo al lago e li avvistiamo sul crinale di un monte; da lontano sembrano solo dei puntini, ma con il binocolo riusciamo a vederli meglio. Mi sembra incredibile di poterli vedere più da vicino. Allunghiamo il passo, cercando di non perderli d’occhio. Facciamo il giro del lago e incominciamo a salire su per i prati. A un certo punto alziamo gli occhi e sono lì, a cento metri da noi. E’ un’emozione grandissima! E’ un piccolo gruppo, tra loro c’è una bellissima cavalla bionda che l’anno scorso, ci racconta Evelina, non è più rientrata dal brado e adesso è la sentinella del branco. Saliamo ancora lasciando il sentiero, siamo ammaliati dal loro fascino magnetico. Il manto risplende al sole, il vento muove le criniere, sono in perfetta armonia con la natura e tutti noi sentiamo di non doverci avvicinare troppo, il dovere di rispettarli come qualcosa di unico e bellissimo. E unici lo sono proprio, perché in tutta Italia non c’è un altro caso simile dove l’intervento dell’uomo è completamenta assente. I cavalli selvaggi dell’Aveto si nutrono di ciliegie selvatiche, bacche di rosa canina e in inverno di corteccia, di acqua per fortuna qui ce n’è in abbondanza.

 

Immersi nella natura.

Indimenticabile l’immagine del puledrino che si nasconde dietro alla giumenta, dello stallone e della femmina più anziana con lo sguardo sempre vigile sul branco, dei tre giovani maschi che giocano a rincorrersi. Se volete provere un’emozione unica, andateci nel Parco dell’Aveto! Respirate l’aria profumata e fine di montagna, sedetevi nell’erba a osservare i cavalli e poi giratevi e guardate il mare! E soprattutto il mio consiglio è di affidarvi a una guida per godere appieno di questa esperienza.

Riprendiamo il sentiero per ritornare alla malga Perlezzi, dove ci aspetta il pranzo preparato dalla signora Mina. Oltre a tante cose buone, formaggi, salumi  e degli ottimi ravioli, assaggio finalmente la baciocca, tipica torta a base di patate. Buonissima!!! Ci godiamo questo pranzo in uno scenario naturale splendido, tra i prati e le mucche al pascolo.

Se volete provare anche voi l’esperienza del wildhorsewatching nel Parco dell’Aveto, il mio consiglio è di affidarsi a Evelina, guida esperta e profonda conoscitrice delle abitudini dei cavalli in modo da avere più possibilità di vederli. Evelina e Paola Marinari, sua compagna in questa bella e faticosa avventura, stanno cercando di proteggerli e cercare la soluzione migliore per i cavalli e per gli abitanti della valle. Praticare l’horsewatching, mangiare e dormire nelle strutture del Parco e comprare prodotti locali è un modo per contribuire alla loro salvaguardia.

Informazioni.

Per avere informazioni sulle escursioni scrivete a icavalliselvaggidellaveto@gmail.com, mentre la pagina facebook dedicata  è www.facebook.com/pages/I-Cavalli-Selvaggi-dellAveto-Wild-Horse-Watching 

Aria vacanziera tutto l’anno, anche quando lavoro, e sguardo curioso quando cammino per Genova, mia città adottiva. Il…

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