Cantar Maggio in Val Graveglia

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Arrivare in Val Graveglia da Lavagna significa disporsi a fare un tuffo nel verde. Se poi ci andate in bicicletta ed è il primo Maggio, allora il verde è ancora più intenso, si respira insieme al vento, invade la strada facendosi spazio tra le pietre dei muri. Dopo un caffè a Lavagna, facciamo una deviazione a San Salvatore di Cogorno a vedere la Basilica dei Fieschi, per poi tornare a seguire il corso dell’Entella.

fiori val graveglia natura Il panorama cambia quasi a ogni curva: alberi, poi rocce che interrompono per un attimo il verde del bosco, cave, rumore di fiume che si fa torrente. E in mezzo la strada, che percorriamo prima in piano poi in salita, ma una salita pedalabile, senza strappi. Le margherite che nascono appena al di là della riga bianca mi accarezzano le gambe e si sente l’odore del timo.

Cantar Maggio (o Calendimaggio) è una tradizione antica che celebra ogni anno l’arrivo della primavera. È ancora viva in alcune regioni italiane e soprattutto in Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia, e per quanto mi riguarda, appartiene al mondo delle cose di cui ho soltanto sentito parlare. Almeno fino ad oggi.

In Val Graveglia, i maggianti (o maggerini) girano di casa in casa a cantare strofe beneauguranti, ricevendo in cambio cibo, dolci e vino. I cantori sono qui attorno, da qualche parte, ma ancora non li sentiamo.

Graveglia, Conscenti, Caminata, Pian di Fieno: le case sono pochissime e vince incontrastato il bosco, da cui arrivano i richiami dei merli e di altri uccelli che non conosco. Incontriamo pecore, un asino, un gruppetto di galline e fiori, fiori dappertutto.

Maggio fiorito, gli uccelli fanno il nido…

fiori val graveglia natura liguriaDurante una pausa telefoniamo a Lucia, che ci ha invitati qui a cantare il Maggio, come dice lei con la familiarità di chi ha assunto su di sé una tradizione e la indossa con la naturalezza con cui si mette da anni uno stesso vestito: stanno ancora girando di casa in casa e raggiungeranno Arzeno, l’ultima tappa, intorno alle quattro. Mentre procediamo lungo la strada, che sale ora un po’ più ripida, tendo l’orecchio a cercare suoni di voci e di chitarre, ma sento solo i merli e il rumore dell’acqua.

Se l’usignolo canta notte e giorno, Maggio è qui attorno…

Arriviamo ad Arzeno prima dei cantori.

Il paese è fatto di poche case, alcune antiche, altre più moderne, ed è così piccolo che lo giriamo in bicicletta in una manciata di minuti. Per ripararci dalla pioggia che cade sottile ci rifugiamo nell’unico bar disponibile, che è anche una pizzeria: Salvatore, dopo il caffè, ci racconta che prima di fare il pizzaiolo in questo piccolo paese in mezzo al bosco, prima, quand’era giovane e abitava ancora ad Amalfi, costruiva puzzle in legno e li vendeva.

puzzle legno artigianato giocoSparisce in cucina e torna con un catalogo: sono bellissimi, i progetti sono tutti suoi e ogni pezzo è realizzato a mano perché si incastri perfettamente solo con quelli vicini. Un attimo dopo siamo alle prese con un rinoceronte che ci tiene occupati per un po’.

Il mammuth, dice Salvatore, non ve lo faccio neanche vedere, altrimenti si fa sera.

I cantori, quando arrivano, è impossibile non riconoscerli: gli uomini hanno tutti il cappello in testa e le donne ghirlande di fiori tra i capelli. I musicisti portano gli strumenti a tracolla e dentro a grosse borse. Ci sono un violino, una chitarra dei primi del Novecento, un piffero, un mandolino, due fisarmoniche e una ghironda, insieme ad altri strumenti che non conosco, fatti con canne e barattoli, che si suonano nei modi più vari.

violino tradizione folk calendimaggio liguria val gravegliaLaura, anima del gruppo, etnomusicologa e musicista, mi racconta che questi canti vengono raccolti sul territorio, chiedendo alle persone più anziane di intonarli, di ricordarne le parole. Come si raccolgono fiori, penso all’istante, suggestionata dalla stagione, ma questa paziente raccolta di parole e note assomiglia piuttosto all’impegno di chi conserva i semi per proteggere la biodiversità: è un lavoro prezioso.

Ci aggiudichiamo subito la bandiera, che apre il corteo, e Lucia ci regala un foglio con le parole della canzone di Maggio: lasciamo le bici e ci trasformiamo in cantori in un attimo.

Arrivati davanti alla prima casa di Arzeno, la musica si ferma e qualcuno va a bussare alla porta.

Apre una donna, e quando varca la soglia di casa la musica attacca. Incominciamo a cantare mentre la donna porta una tovaglia, la stende sul tavolo del giardino, torna dentro, esce con dolci, salame, piselli ancora nel baccello, vino e bicchieri per tutti. La musica incalza, finita la canzone di Maggio ne inizia un’altra e un’altra ancora, finché qualcuno balla, qualcun altro batte le mani a tempo, qualcuno resta sul prato e altri entrano in casa perché non c’è più dentro e fuori, mio e tuo: l’ospite ospita ed è ospitato, funziona così da sempre.

fisarmonica folk tradizione liguria calendimaggio val gravegliaLucia mi spiega che ogni anno, durante questa festa, si taglia un albero e lo si mette vicino ad una casa: chi lo riceve in dono, dovrà farne legna per scaldarsi e per cucinare, invitando a cena, uno dopo l’altro, tutti coloro che hanno donato l’albero di Maggio.

La strada del ritorno è tutta in discesa, corre veloce sotto le nostre ruote che in un attimo ci portano lontano dai canti, dalla musica, da Arzeno. Sembra che a cantar maggio si propizi la buona sorte e la bella stagione: mentre ci avviciniamo alla costa, ci accoglie un sole ancora tiepido.

Maggio fiorito… ci vediamo il prossimo anno!

Commenti 2

  1. Ro

    razie a Laura, Lucia ed i loro amici che ogni anno rallegrano i nostri paesi con musica e canti e ci aiutano a tenere vive le tradizioni!
    …e grazie anche a voi che siete venuti a trovarci in cima alla valle!
    Al prossimo maggio!

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