Bussana Vecchia, dove il tempo si è fermato

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Una giornata in famiglia con l’idea di una gita fuori porta. Ma se apri le finestre al mattino e ti salutano un cielo grigio e gli alberi che tremano al vento… che si fa? Se hai la fortuna di essere in Liguria, puoi sempre giocarti il jolly del “giretto in un borgo”. Non sarà un pic-nic sull’erba con le uova e il salame, ma va bene lo stesso!

Ed è con questo spirito che metto in auto il marito dubbioso, i due bambini un po’ svogliati e la macchina fotografica e partiamo verso l’affascinante Bussana Vecchia, che – sono sicura – mi aiuterà a convincere tutti che può essere comunque una bellissima giornata, anche senza sole caldo e cielo azzurro. Qualche chilometro di strada in salita e già il panorama del golfo di Sanremo mi dà ragione.

È la fantasia degli uomini, lasciata libera di sfogarsi, di creare bellezza dalle cose che per molti sono brutte, vecchie e inutili.

Appena i bambini si rendono conto di essere liberi di scorazzare in lungo e in largo tra prati, stradine e cortili in pietra, liberi dalle solite frasi “dammi la manina” e “state attenti alle macchine”, si aprono in un sorriso e in attimo spariscono: che l’esplorazione cominci!

bussana liguria paesaggioPochi passi e mi tuffo nel passato. Mi tornano alla mente i racconti dei miei genitori, le cronache di quel giorno lontano – il 23 febbraio 1887 – quando la terra tremò e il borgo medievale di Bussana fu distrutto; di come la natura prese in consegna quel villaggio abbandonato, avvolgendolo con una fitta vegetazione e levigando le macerie; di quel gruppo di artisti un po’ pazzi che negli Anni ’60 hanno riportato la vita, i colori, l’arte in cima a questa collina da tempo dimenticata.

E ricordo anche che mio nonno Attilio (l’artista di famiglia) quando visitò Bussana tanti anni fa ne fu così colpito da dipingerla in una, due, dieci, venti tele. Devo ricordarmi di andarle a cercare, in soffitta.

Intanto, la salita verso la cima della collina prosegue, i bambini mi chiamano “Vieni a vedere mamma, corri! Cos’è?”. È la fantasia degli uomini, lasciata libera di sfogarsi, di creare bellezza dalle cose che per molti sono brutte, vecchie e inutili. E così, grazie a questo dono fantastico, un vecchio furgone diventa un personaggio degno di un romanzo di Lyman Frank Baum, una caffettiera si trasforma in un vaso di fiori e un antico borgo terremotato diventa il ritrovo di persone che arrivano da ogni parte del mondo per liberare la loro creatività, per stare insieme senza conformismi, per colorare la vita di chi vuole entrare per qualche minuto nel loro mondo fantastico.

bussana liguria paesaggioHo visitato Bussana Vecchia parecchie volte e ho imparato una cosa: non sai mai esattamente che cosa troverai ad aspettarti. Infatti, anche in questa occasione ho diverse belle sorprese. La prima è una festa improvvisata, un vecchio giradischi, qualche bottiglia di vino e una griglia che manda un profumo delizioso, due panchine e un tavolo, una capra, due oche, un cortile pieno di colori. Ecco, cosa serve di più?

La seconda sorpresa è un locale, proprio di fronte alla chiesa parrocchiale che domina maestosa la piazza: un club jazz, senza porte o serrande ma con un filo che chiude l’ingresso, attaccato agli stipiti con due tappi di sughero colorati, che ti fanno capire come si intende la vita in questo posto: né catene né muri, ma rispetto. Dall’interno provengono note allegre e ho l’impressione che tra un momento la scena si popolerà di persone ai tavoli, camerieri con vassoi di vino e stuzzichini, un trio jazz e una cantante dalla voce profonda e scura. Ma intanto sono già stata portata via da una manina che mi tira verso una salita – “Corri mamma corri! Guarda chi c’è!” – e incontriamo lei, una gallina bianca che ha le movenze e l’affettuosità di un cagnolino! E non solo ci saluta, ma ci porta a visitare la sua casa, un cortile con un cancello coloratissimo e un pollaio ricavato da un’antica casa delle bambole. Che dire? Sono estasiata!

bussana liguria paesaggioDopo aver ultimato i saluti alla pennuta, scendiamo dalla collina attraverso le viuzze strette tra le case e i laboratori d’arte, fino alla più strabiliante delle sorprese di oggi! Tre stanze di una casa restaurata sono diventate una città in miniatura e racchiudono un plastico ferroviario tra i più lunghi d’Italia. Gallerie, ponti, stazioni, convogli merci e treni passeggeri, automobili, case e scuole, alberi e cascate, tutto è perfettamente curato nei minimi dettagli e quando sento lo sferragliare della locomotiva mi sorprendo a strillare “Arriva il treno, arriva il treno!” come una bambina che lo vede per la prima volta in vita sua! Non posso che complimentarmi con i volontari che hanno realizzato tutto ciò e ringraziarli di cuore per la loro passione – che per un attimo è diventata anche la mia.

E con il sorriso stampato in faccia, tutti e quattro torniamo alla macchina – non prima di aver gustato un aperitivo al bar della piazzetta e aver acquistato un paio di ricordi dagli artisti locali – soddisfatti per essere riusciti a colorare una giornata che sembrava grigia con l’allegria del Villaggio degli Artisti.

Commenti 3

  1. A Bussana Vecchia Ho passato gli anni più belli della mia vita e gli ultimi di mio figlio Simone mancato nel
    1995 a 3 anni e mezzo . Ho gestito la bottega di quadri di mio padre Maglitto carlo pittore e scultore che adesso abita a Cipressa a Viila Benier .Nel 1986 ho gestito la Casaccia il primo locale appena sulla strada
    all ‘entrata del paese .Erano tempi d’oro quando ancora non eravamo schiacciati da tutte le regole delle asl e dalle leggi di adesso . LIBERTA’ era il nostro motto….. saluti a tutti quelli che ancora vi abitano e portano avanti lo spirito del villaggio!! BARBARA MAGLITTO

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