Un gran Finale

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Carissima Finale Ligure,

il mio è un ricordo di te lungo 10 anni. Ogni anno, negli anni 80, ci ospitavi sempre nel mese di giugno nello stesso appartamento. Noi, famiglia del varesotto,eravamo in 6. Chi ti scrive è Marilena che, cicciottella anzichè no, doveva superare lo scoglio di mettersi in costume.

Ecco poi la mia piccolina Silvia, bambina dolcissima, che però avrebbe dovuto a ogni uscita essere messa al guinzaglio perchè aveva la spiccata tendenza di sparirti sotto gli occhi, come quella volta che successe davvero. Furono 10 eterni minuti di panico generale, quando lei, fresca come una rosa, per mano a due carabinieri, ritornò tra noi.

Il tuo lungomare, di sera brulicante di persone, con le palme e le fontane illuminate, il cannone, le macchinette rumorose…

Giordano, mio marito, ci raggiungeva per il fine settimana e ripartiva il lunedì mattino prestissimo, dopo quella volta che di domenica dovette affrontare ore di traffico per il G.P. di Formula 1 di Montecarlo. Che tenero papà Luigi! Amante della montagna si sacrificava un mese al mare per il gran bene che voleva alla sua amatissima Silvia. Gran camminatore ti aveva girato in lungo e in largo e ti conosceva come le sue tasche. Che ridicolo quando si presentava in spiaggia, con calzoni lunghi, camicia e scarpe chiuse. Mamma Irene invece,amava tanto il mare e la spiaggia, ma doveva sempre coprirsi le gambe con un asciugamano per via delle vene varicose che non amavano il sole.

finale ligure arcoCarlo, mio fratello, tutto incremato si abbrustoliva eroicamente al sole per ore e ore. Vicino casa nostra, c’era un negozietto che vendeva di tutto un po’. La domenica a pranzo, su prenotazione, cucinava dei buonissimi polli ripieni che Silvia definiva “con le olive nella pancia”. Un po’ più in là, una pensioncina che ci ha avuto come clienti tutti i venerdì. A pranzo faceva, da asporto,un fantastico fritto misto di pesce.

Cara Finale, sei sempre stata incantevole con la tua lunga e bella spiaggia, ampia e sabbiosa, sempre curata. L’acqua del tuo mare limpidissima, a specchio. Il tuo lungomare, di sera brulicante di persone, con le palme e le fontane illuminate, il cannone, le macchinette rumorose che come calamite attiravano i bambini, Silvia compresa, e che una volta saliti sopra non volevano più saperne di scendere. Sul tuo lungomare un giorno alla settimana anche il mercato. E poi il centro storico, pieno di ristoranti e negozi, passione delle signore e sopportazione dei signori. E li, fra tutto quel profano, anche la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Sbaraccare era sempre triste. Hai sempre offerto un’ospitalità straordinaria. Non ci facevi mancare niente, hai sempre saputo creare una bella atmosfera.

Finale carissima, sono passati tanti anni, ma come vedi non ti sei fatta dimenticare e per questo voglio dirti un grazie speciale. Ho un desiderio che ti riguarda. Spero che Silvia,che adesso ha 31 anni, quando sarà mamma, possa venire da te per una vacanza, portandosi al seguito i nonni.

Marilena

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