Liguria da scoprire. Castelnuovo Magra

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Diciamolo subito, qui il mare si vede a distanza e le casette non sono tutte colorate e abbarbicate come un presepe. Qui la cucina del territorio è legata principalmente ai prodotti della terra e alla tradizione contadina. Ma si vede il mare incastonato tra le Alpi Apuane e gli Appennini, tra vigneti e uliveti dove la Liguria diventa Toscana. Storie nel segno della continuità: perché non c’è mai stata una dogana tra le due Regioni simbolo del Mediterraneo, ma un passaggio dolce, fluido e lento.

Qui, al confine, dove ti accorgi che i confini umani non hanno ragione.

Nel centro storico, che domina il paesaggio dall’alto della collina, c’era un castello – il Palazzo Vescovile – esempio dell’architettura fortificata in Lunigiana, voluto dal vescovo Gualtiero nel 1202 per controllare la via Francigena nel tratto di territorio compreso tra Fosdinovo e Carrara.

castelnuovo magra paesaggioOggi, nella settecentesca piazza Querciola, rimangono imponenti il tracciato delle mura e la splendida Torre di 80 metri a pianta rettangolare che nel 1306 ospitò Dante Alighieri in missione diplomatica come procuratore di Francesco Malaspina nella pace con il vescovo di Luni.

Ma Castelnuovo Magra, più nota per la “Pace di Dante”, conserva anche tesori nascosti, quali i portali in marmo dei palazzi signorili, i due Oratori – dei Rossi e dei Bianchi – o la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove è conservata la crocifissione del fiammingo Peter Brueghel il Giovane, dipinto di gran prestigio.

Un borgo rimane bello perché chi vi abita o chi ci è nato lo ama profondamente. Basta un orto in cui giocare da ragazzi, un panorama che ti porti nel cuore, o un piatto che ti ricorderà sempre casa.

Maurizio Maggiani, che qui è nato, scrive:

 Sono nato il primo di ottobre del 1951 da Dino, detto Dinetto per il suo animo gentile, e da Maria, detta Adorna in memoria della mula preferita da suo padre, mio nonno Armando, detto Garibà, Garibaldi, per il suo carattere, portamento e tempra politica. Sono nato nella casa costruita da mio nonno con gli scarti della fornace di mattoni del paese a ridosso della via Aurelia, nella frazione Molicciara di Castelnuovo Magra, la piana che dai suoi abitanti è chiamata Luni, perché è lì, da qualche parte nei campi, che ancora inciampano sulle rovine dell’antica città romana. La casa aveva un’aia, un orto e al di là dell’orto i campi che i miei avevano in affitto per coltivare patate, cavoli e formentone; lì io sono cresciuto indisturbato e felice.

Dicevamo del tempo. C’è un ritmo in questi borghi dello Spezzino scandito ancora con i rintocchi delle campane Magari giri un angolo e ti immagini di trovare una cabina a gettoni e un postino in bicicletta. Sempre Maggiani scrive:

L’anno passato ho ereditato l’orologio Omega di mio padre Dinetto e mi capita di far caso al suo tic tic tic. È un suono armonioso e rassicurante, il suono di una cosa fatta a regola d’arte, il suono che mi piacerebbe fosse quello della mia vita.

castelnuovo magra paesaggioE il ritmo lento della tradizione ci conduce in una cucina di identità ben distinta dal resto della Liguria. Farinacei, verdure, carne degli animali da cortile, sono gli ingredienti base sulla tavola dei castelnovesi, accompagnati dall’olio d’oliva prodotto dalle piante antichissime del paesaggio circostante. Gustosissima seppur semplice. I piatti tipici della tradizione locale sono i “panigazi, sottili dischi di acqua, farina e sale cotti su testi di ghisa ben caldi conditi con pesto, olio e formaggio o sugo. Altrettanto noti gli “sgabei”, pasta lievitata e fritta da servire con salumi e formaggi. Variegate le torte salate di verdura e le paste fresche ripiene. Qui, per i palati più esigenti si trova la rinomata trattoria Armanda e ancora, nel vicino borgo di Vallecchia, la cucina più casereccia trova rifugio nel ristorante omonimo.

La nota food blogger Le Cinque Erbe  ha raccolto nel Blog moltissime ricette della Lunigiana, anche perché chi meglio di lei, che è originaria di questa terra.

castelnuovo magra paesaggioE poi non tutti sanno che il prosciutto a Castelnuovo ha trovato moglie. Infatti in una storica macelleria del Centro (Antica Salumeria di Elena e Mirco, un’istituzione!) hanno saputo fondere la tradizione ligure con quella toscana creando un salume – la “Prosciutta castelnovese” – buonissimo per il suo profumo delicato e per il sapore gustoso, con una preparazione che dura almeno sette mesi. Provatelo con del pane casereccio e vino rosso.

Poi, a proposito di vino, merita menzionare l’Enoteca Regionale della Liguria nata con lo scopo di valorizzare e promuovere i vini regionali, con particolare riguardo a quelli a denominazione d’origine e a quelli ottenuti con metodi di agricoltura biologica ed integrata, nonché di altri prodotti agricoli ed agroalimentari tipici e di qualità regionali. Presso la sede a Castelnuovo Magra possibile degustare, tra gli altri vini presenti, il Vermentino vera eccellenza della produzione vitivinicola della DOC Colli di Luni.

Ho sempre viaggiato, prima in spalla, poi con lo zaino ora spesso con il trolley. Ma la mia…

Commenti 2

  1. La tua penna dipinge cose bellissime reali con la fantasia
    che solo l’artista possiede.Non si può essere non affascinati
    da cotanta verve descrittiva.Grazie per il viaggio

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