Digital Diary Liguria – Liguria in a lapse

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Sono cresciuto a Episcopia, un paesino lucano che ho lasciato all’età di diciott’anni per studiare in diverse città europee. Oggi vivo a Parigi dove lavoro come designer, ma ogni volta che torno in Italia faccio in modo che sia memorabile, sia per il luogo che per le persone che sono con me.

Il Digital Diary in Liguria mi ha innanzitutto permesso di scoprire una regione del mio Paese che (inspiegabilmente) conoscevo poco, oltre ad incontrare persone nuove e interessanti. Tutto ciò facendo quello che amo fare: raccontare un luogo in timelapse.

Tutti i posti che abbiamo visitato durante la settimana passata in Liguria hanno qualcosa di affascinante.

Genova è stata molto gentile con Ruben (guardate le ragazze che ha ripreso) mentre per me si è ricoperta di nuvole. Anche se poi si è fatta perdonare salutandoci con una bella vista mattutina dagli studi di Primo Canale.

Le mete seguenti ci hanno regalato dei colori più vivi, ma non senza imprevisti. Per catturare il primo vero tramonto abbiamo “costretto” il nostro simpatico autista Davide a fare una sosta fuoriprogramma a Santo Stefano a Mare. Così ho piazzato la mia attrezzatura alla fine degli scogli, rischiando di essere raggiunto da qualche onda più vivace. Ma alla fine ne è valsa la pena, sia per il risultato (basta guardare gli ultimi secondi del mio video “Liguria in a lapse”) sia perché Mikaela Bandini ha trasformato l’attesa in un “Aperitivo timelapse“. Filippo e io ci siamo detti che è un concept da approfondire!

Il tramonto più poetico e suggestivo è stato però quello visto dai vigneti a terrazza delle Cinque Terre. Un’atmosfera davvero irripetibile.

La seconda ragione che ha reso indimenticabile l’esperienza del Digital Diary è stato l’incontro con gli altri film-maker. Tutti a loro modo talentuosi e “inspiring”. Dal più giovane Simon al più esperto Jonathan.
liguria in a lapse corto angelo digital diaryCon tutti ho avuto uno scambio, sia a livello professionale che umano e culturale. Sì, perché da Italiano mi sono assicurato che tutti approfittassero fino in fondo della loro esperienza in Italia (per alcuni la prima). Ho insegnato ai ragazzi canadesi Miguel et Jake come fare una vera “scarpetta” dopo un bel piatto di pasta al pesto e quanto sia più fico bere un buon vino (ce ne sono davvero di ottimi in Liguria!) che una semplice birra. Alle gemelle Olga e Tatiana, invece, ho mostrato come parlare italiano usando solo qualche gesto e versi monosillaba. Alla fine della settimana gli bastava davvero poco per farci capire quanto avevano gradito la cena.

E qui arriviamo a un altro punto forte: il cibo! Non ricordo di avere mai mangiato così bene durante un viaggio. Chiedete conferma ad Antonello! Dalla cremosità del pesto fatto a mano da “Il Genovese” ai super poteri della Michetta di Dolceacqua, dalla croccante focaccia di Vernazza al misterioso “pre-dessert” de “il Vescovado”, le ragazze di In Liguria ci hanno davvero accolto come dei vecchi amici a cui si riserva il meglio.

Insomma la settimana in Liguria con Can’t Forget Italy è stata un viaggio incredibile, fisico e mentale. È stata anche una settimana di duro lavoro ma ripagata da tutto quello che questa regione e le persone che ho incontrato mi hanno lasciato. Se potessi, ripartirei domani stesso e vi invito a fare lo stesso. Nell’attesa godetevi il mio video “Liguria in a Lapse”.

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