La rinascita delle Cinque Terre

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25 ottobre 2011: turismo e manu(at)tenzione del territorio.

Le immagini che si vedono in questi giorni mescolano sentimenti e tempo. Sono le stesse, anche se fortunatamente con conseguenze meno gravi, che abbiamo vissuto un paio di anni fa nelle Cinque Terre e nella vicina Valle del Vara. Sono immagini di fango e detriti, ponti crollati e paesi devastati.

Oggi fortunatamente, grazie al lavoro incessante di donne e uomini che hanno impegnato le proprie energie fisiche e le proprie risorse economiche (molto spesso andando a raschiare il fondo del barile) i nostri paesi si sono rimessi in piedi e, per quanto possibile, si sono addiritura migliorati. Certo, il vuoto lasciato dalle persone che sono scomparse nel fango non è riempito dal ritorno, in massa, dei turisti e dei visitatori.

Quando si parla di anniversario, di 25 ottobre, io dico che è il primo anniversario. Della ripartenza. Ricordare e ricominciare. Cosi è stato fatto. E noi siamo fortunati. Siamo fortunati ad avere gli occhi del mondo addosso. Con i suoi pro e i suoi contro. Non dobbiamo dimenticare che negli ultimi tre anni ci sono state due alluvioni (e una frana che ha ferito anche alcune donne australiane). Una fisica e una giudiziaria. E, senza fare torto a nessuno, nel momento della seconda alluvione, quella fisica, quella con l’acqua fangosa che arrivava da tutte le parti, il territorio delle Cinque Terre era ancora un territorio ferito, psicologicamente, e spaesato da quanto successo appena un anno prima. Era, come si dice, sulle gambe. O all’angolo. Debole, comunque.

Oggi siamo ripartiti.

Con i progetti di educazione ambientale, o forse educazione territoriale, dobbiamo sensibilizzare i nostri cittadini del domani alla tutela del nostro territorio. I parchi di mare e d’ Appennino sono il trampolino da cui partire.
Monterosso e Castelnuovo ne Monti sono paesi confinanti e vicini alla condizione che si parli di parchi, Parco nazionale delle Cinque Terre e parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano. Il porticciolo di Riomaggiore e le vette delle Alpi Apuane sono confinanti, ancora, se si parla di parchi.
Solito discorso per le aree marine protette, coordinate come sta succedendo in questi giorni con la partecipazione al “Festival della Scienza”. Punta Montenero e Bergeggi sono contigue e un unicum solo a condizione di vederle inserite in un progetto di tutela ambientale.

vernazza cinque terre paesaggio turismo liguriaCon il corso ASTA, che si terra della settimana centrale di novembre e che vedrà docenti di livello nazionale e la collaborazione di prestigiose università e avrà per tema il turismo e l’ambiente, abbiamo la possibilità di far conoscere il nostro territorio a docenti e studenti. La rete dei sentieri è la nostra industria (e il testimone) da proteggere. Una volta erano gli unici istmi di terra che collegavano i paesi tra loro isolati, oggi sono il collegamento frequentato da centinaia di migliaia di turisti. La nostra economia ambientale, non è il caso di parlare solo di green economy, è basata su quella. Ha permesso ai ragazzi, dopo anni di abbandoni, di ritornare a lavorare (per continuare a plasmare il territorio) a casa.

Il territorio del parco nazionale delle Cinque Terre, uno dei 24 parchi nazionale, sviluppa un economia di molti milioni di euro e coinvolge due milioni di turisti ogni anno e un bacino d’influenza economica del raggio di duecento chilometri. Ci deve responsabilizzare e rendere orgogliosi di essere gli attori.

La stampa ci ha sempre seguiti, nella buona e nella cattiva sorte. Tre anni fa l’alluvione giudiziaria, due anni fa quella su Monterosso e Vernazza e lo scorso anno, a settembre, la frana sulla via dell’Amore, tuttora chiusa. E i giornalisti, che hanno sempre tenuto alta l’attenzione sul nostro territorio, ci hanno aiutato, anche quando sembrava di no…

Oggi si parla di crisi degli arrivi e delle frequentazioni del nostro paese Italia, afflitto da mille problemi, ma, per fortuna, nel nostro territorio il numero dei turisti, specialmente provenienti dall’estero, non è calato, anzi.
Anzi, ci siamo trovati davanti a una tendenza in crescita da gestire per ovviare al rischio di scontentare sia i visitatori sia gli abitanti delle Cinque Terre. Diventa indispensabile fornire servizi sempre più puntuali, un’accoglienza sempre più coordinata e una collaborazione sempre più stretta tra chi sul territorio ci vive.
Ma questo è il nostro compito, difficile, per domani mattina. Il 25 ottobre 2013.

Commenti 1

  1. Dopo una trentina d’anni..ritorno speso alle cinque terre, . E’ stato fatto tanto e bene dopo i disastri causati dalle intemperie…..non sono rimasti segni degni di nota . …molti turisti ,sempre affollata.. locali.un po carucci….ma io mi “faccio una schiacciatina ” e via.. Bravi Liguri !

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