Senso Contrario

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Non solo mi sono alzata alle ore quattro e trenta di notte – e non mi dite quattro e trenta di mattina perché caspita era il profondo nero della notte – ma ora che mi siedo scopro che devo viaggiare in senso contrario.

Parto, e mi accorgo che sto prendendo la Liguria di schiena. E nessun santo mi assisterà, lo so, me lo ha detto quel cantautore genovese che lo sa.

Il treno precipita da Genova a Sarzana lungo questa costa smerlata, e poi, improvvisamente, sarà il resto del mondo. Ma questo levante ligure, invece di venirmi incontro, mi scivola via, e mi gira la testa nel non riuscire a trattenerlo. Scoprendo di amarlo proprio mentre mi sta lasciando, come ogni perfetta fidanzata disperata, trovo bellezza anche nelle gallerie torve.

deiva marina liguriaOppure sono io che se viaggio di schiena vedo tutto in senso contrario?

Il mare sopra le case di Nervi. Le barche che volano su ali d’oro colato a Recco.

I moli di Rapallo salpano dietro pini impiccati alla terra, mentre le pietre galleggiano e gli ombrelloni diffondono luce sulle spiagge mosse davanti al mare fermo di Lavagna.

Il sole a Sestri Levante tramonta a est e le gru di Riva Trigoso sono uccelli altissimi, in attesa del vento.

monterosso liguriaIl campanile di Deiva Marina sprofonda e poco dopo i panni stesi di Corniglia penzolano su verso il cielo.

Riesco solo a sentirmi obliqua, perché le onde della terra spostano il centro di gravità su un lato e su quell’altro. Altro che senso di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea. Le idee qui durano il tempo di una curva.

Cosa ho pensato sinora? Non importa, ho cambiato idea.

Perdersi e rinnovarsi è il tormento sublime di chi guada questi luoghi: benvenuti nella terra del dubbio.

 

Racconto breve di Elisa Traverso

Si ringrazia per la collaborazione Officina Letteraria Genova

Foto di Angelo Ferracciolo

Foto di Corniglia di http://www.flickr.com/photos/matosdotnet/

Commenti 2

  1. Nella lettura mi sono talmente immedesimata che mi sono calata nei panni dell’ autrice in questo suo viaggio metaforico al contrario, condividendone l’ emozione e il tormento. Grazie!! Gabriella

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