La Genova di Fabrizio De André

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Nessun classico giro con guida turistica. Niente app alla mano. Per rivivere l’anima della città di Fabrizio De André, la Genova “autentica” dei genovesi come lui, mi sono lasciata rapire dai luoghi, profumi e sapori che hanno come traccia le note delle sue canzoni.

Non a caso “A ogni dosso che superi, a ogni curva attraverso la quale tu giri, scopri realtà e situazioni diverse.”

carruggiScelgo di riscoprire la città raccontata da De André in questi giorni, in cui si celebra l’anniversario della morte di De André. Lo faccio senza nostalgia, ma nella consapevolezza che Faber non è morto. Le sue canzoni, le sue storie, la sua Genova, sono immortali. Il suo ricordo è vivo nel capoluogo ligure, specialmente nei vicoli – i famosi “caruggi” – del centro storico, che lui, da buon genovese, tanto amava.

Un legame affettivo indissolubile quello tra Genova e “Faber”, come simpaticamente soprannominato dall’amico di infanzia Paolo Villaggio.

piazza Del CampoÈ emozionante passeggiare soprattutto per via del Campo: tra la confusione delle persone di ogni età ed etnia e i numerosi negozietti di ogni genere, mi sono subito immersa in questo mondo “parallelo” così affascinante e raccontato con poesia dal cantautore genovese. Una sorta di casbah a cielo aperto.

Ciò che mi circonda è una porzione di città che non ti aspetti, che volontariamente si nasconde per poi aprirsi tutta ad un tratto nel suo splendore – provate come me ad alzare gli occhi al cielo in un punto qualsiasi e intravedrete affreschi di palazzi nobiliari rinascimentali. Una zona ricca di contrasti forti e al contempo caratterizzata da una semplicità disarmante. Da sempre.

“Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior”

Nella stessa via, di preciso al numero 29 rosso, sorge un tempio dedicato a De André e ai cantautori della scuola genovese (Tenco, Lauzi, Paoli solo per citarne alcuni).

Viadelcampo29rosso è un moderno luogo della memoria nel quale, sulla scia dello storico negozio “Musica Gianni Tassio”, collezionista e conoscitore della musica e delle tradizioni degli artisti della canzone d’autore, ho potuto trovare i dischi in vinile originali, immagini, libri, riviste d’epoca, curiosità e la mitica Esteve ’97, la chitarra appartenuta a Fabrizio.

targa via al mare fabrizio de andréSeguendo i portici di Sottoripa, “dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” nella zona turistica della Marina del Porto Antico, poco distante dall’Acquario di Genova e dal Muma – Galata Museo del Mare, si trova il vecchio ponte Spinola. Qui la città gli ha dedicato la passeggiata a mare, a testimonianza di questo legame speciale e dell’amore di De André per il mondo del mare.

Sant'ilarioL’anima di De André è presente anche poco fuori dal centro: da Sant’Ilario, il paesino sulla collina sopra Nervi che cita in “Bocca di rosa”, si gode di un panorama mozzafiato che fa bene a cuore e spirito mentre la classica “Crêuza de mä” – la crêuza o crosa in genovese è una stradina spesso in mattoni delimitata da mura – è facilmente riconoscibile anche nel romantico borgo di pescatori di Boccadasse, naturale fonte di ispirazione per numerosi pittori ed artisti.

Respirare l’atmosfera e la bellezza di tutti questi luoghi, avendo in testa e nel cuore le sue canzoni, mi ha regalato una prospettiva di visita nuova. Quella di poter riscoprire la mia città con occhi diversi, a metà strada tra poesia e realtà.

Grazie Faber.

Genovese curiosa ed affascinata da tutto ciò che è autentico, buono ed insolito. Sono alla costante ricerca di…

Commenti 3

  1. Genova meraviglia delle meraviglie!!Pur conoscendo le bellezze di Genova , detta LA SUPERBA e non a caso, ho letto con gran orgoglio il racconto il quale mi ha trasmesso una viva emozione a tal punto che con l’immaginazione ho rivisitato qei luoghi cosi ben descritti dall’autrice del racconto.Desidero ricordare che io sono genovese, ma anagraficamente di altra regione.

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