Rapallo, Hemingway e il “Gatto sotto la pioggia”

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In quest’inverno che, come spesso accade in Liguria, inverno non è, ho deciso di seguire i consigli di un vecchio amico, che tengo sempre in uno scaffale della mia libreria: Ernest Hemingway. Ogni tanto, quando ho voglia di qualcosa di intelligente da leggere e di fantasioso, sfoglio i suoi libri e adesso mi è capitato tra le mani un suo racconto tutto ambientato a Rapallo, città che Hemingway visitava sempre con piacere.

“Gatto sotto la pioggia” è il titolo del racconto.

E già mi viene voglia di fare le valigie e immergermi nel clima e nell’atmosfera di quell’inverno 1923, quando Hemingway descrive una piovosa giornata invernale trascorsa nell’hotel Riviera di Rapallo. Lo scrittore statunitense tra febbraio e marzo 1923, in compagnia della prima moglie Hadley, da Parigi, era arrivato nel Tigullio per una breve vacanza.

C’erano solo due americani alloggiati in quell’albergo… La loro camera era al primo piano e dava sul mare. Dava anche sul giardino pubblico e sul monumento ai caduti

Ernest era innamorato del clima e della bellezza dell’Italia e in particolare della Liguria. Con la moglie Hadley, lo scrittore si fermò a Rapallo, in quegli anni uno tra i più vivaci centri della cultura mondiale, per stare qualche giorno con Ezra Pound, che ancora non vi si era trasferito stabilmente. Nel febbraio 1923 la coppia prese alloggio al primo piano dell’hotel Riviera Splendida (questo era in quegli anni il nome dell’albergo), nella camera numero 56.

Rapallo hotel RivieraMa non tergiversiamo. Esco dall’autostrada ed eccomi qui davanti all’albergo Riviera. Da una parte gli alberi di Natale e gli addobbi cha danno allegria a Rapallo; dall’altra il mare. E poi lassù, al primo piano, la quella stanza, in cui scrisse il celebre racconto. Un racconto che presenta tutta una serie di inquietudini dello scrittore.
Riprendo da dove ero arrivato e – con grande rispetto per Hemingway – utilizzo il suo racconto come se fosse una guida turistica…

«La loro stanza era al primo piano – dicevamo – e dava sul mare. Dava anche sul giardino pubblico e sul monumento ai caduti. Nel giardino pubblico c’erano grandi palme e panchine verdi. Col tempo bello c’era sempre un pittore col suo cavalletto. Ai pittori piaceva come crescevano le palme, e i vivaci colori degli alberghi affacciati sul giardino pubblico e sul mare. Gli italiani venivano da lontano a vedere il monumento ai caduti, che era di bronzo e luccicava sotto la pioggia. Pioveva. La pioggia gocciolava dai palmizi. L’acqua stagnava nelle pozzanghere sulla ghiaia dei sentieri. Il mare si rompeva in una lunga riga sotto la pioggia e scivolava sul piano inclinato della spiaggia per tornare su a rompersi di nuovo in una lunga riga sotto la pioggia. Le macchine erano sparite dalla piazza vicino ai monumento. Oltre la piazza, sulla soglia del caffè, un cameriere stava guardando fuori verso la piazza deserta».

A parte la pioggia (per fortuna) il resto è rimasto tutto come allora.

Hemingway, Pound e Yeats.

Come quando tre grandi scrittori, Ernest Hemingway, Ezra Pound e William B. Yeats, facevano di Rapallo un vivacissimo centro della cultura mondiale, ospitando numerosi intellettuali e artisti. Se Hemingway apprezzava il mare e la cucina ligure (famose le sue cene da “U Bansin”, antica trattoria), Pound e Yeats s’incontrarono più volte nella cittadina, soggiornandovi e segnandone la vita culturale. Pound, che dagli anni ‘20 visse in una casa di via Marsala, fondò il supplemento culturale della rivista rapallese “Il Mare”. Ma innumerevoli sono gli artisti che s’innamorano del clima e delle bellezze di Rapallo, da Jan Sibelius a Friedrich Nietzsche, da Hermann Hesse a Sigmund Freud, sino agli scrittori Anna M. Ortese e Luciano Bianciardi, al critico Luciano Anceschi, al filosofo Luigi Pareyson.

Io e la Liguria: una bella storia. Mi piace vederla, attraversarla di corsa o fermarmi in qualche posto;…

Commenti 1

  1. Non sapevo che Gatto sotto la pioggia è stato ambientato a Rapallo… se non ricordo male non lo dice nel racconto. E uno dei miei preferiti di Hemingway.
    Grazie per il testo.
    Saluti Cordiali,

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