Colore intenso, Sapore unico e bella gente

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Il terzo e ultimo giorno di viaggio ci vede in partenza dall’hotel NH sul porto di Savona, direzione il Parco Naturale Regionale del Beigua. Arriviamo a Sassello, borgo famoso per la produzione di amaretti, ed entriamo nel parco insieme a Fabrizio, un micologo che questa mattina ci aiuterà a distinguere e conoscere le caratteristiche dei funghi presenti nel parco.

parco beigua autunno liguria torrenteI colori dell’autunno sono al loro massimo splendore in questa mite mattina di fine ottobre: c’è un po’ di nebbia ma il sole si sta facendo largo e, quando arriviamo in cima al Castello Bellavista, il cielo è ormai azzurro. Ma nel frattempo restiamo affascinati dalla quantità di funghi presenti e dalle così diverse caratteristiche di ognuno. Non avevo mai visto da vicino una Amanita phalloides e sentire Fabrizio descriverla come il fungo mortale più pericoloso in natura colpisce non poco il mio lato suggestionabile: io mi allontano di qualche metro, che non si sa mai. Di sicuro io, non mangiando i funghi, non correrò mai il rischio di chi li raccoglie senza saperli riconoscere.

Ma ciò che ricordo meglio di questa passeggiata nel bosco sono le chiacchiere con ragazzi della mia età, con la mia stessa passione e provenienti da tutto il mondo: questi 3 giorni sono stati infatti vissuti insieme ad altri travel bloggers come me grazie all’agenzia Turismo in Liguria, che ci ha fatto assaggiare un po’ del suo mare e del suo entroterra con gusto, attività sportive ed esperienze uniche.

Insomma, cose che non capitano tutti i giorni e che di sicuro racconterò ai miei nipoti.

Torniamo in paese meravigliandoci di quanto siano vivi i colori della natura in autunno e, dopo una veloce visita al Centro Visite Palazzo Gervino che parla di geodiversità e paleontologia, ci dirigiamo verso il ristorante Palazzo Salsole.

trattoria ugo genova primiQui ci aspettano antipasti misti di salumi e formaggi, ravioli con ragù, arrosto con crema di castagne e bunet al cioccolato con Amaretto di Sassello sul finale. La gioia più grande è vedere persone straniere amare alla follia il cibo italiano: mi fa sentire sempre nel paese più bello (e buono) del mondo.

Dopo pranzo andiamo ancora alla scoperta del Parco, stavolta nella zona della Torbiera del Laione, (un pianoro acquitrinoso, a quasi 1000 metri sul mare e sempre nel comune di Sassello) prima di tornare sulla strada verso Genova, dove ci aspetta l’ultima goduriosa cena tipicamente ligure alla Trattoria Ugo.

Qui incontriamo il gruppo di bloggers che ha vissuto il Levante e ci scambiamo sensazioni ed esperienze vissute in terra ligure. Intanto il proprietario ci mostra il menù con l’iPad (ma quanto sono 2.0 questi liguri?): io scelgo un bis di primi, trofiette con crema di castagne e fettuccine al pesto, poi passo al baccalà fritto e concludo con un budino crema e cioccolato.

I saluti finali li scambiamo nella zona dei locali, dove nonostante sia fine ottobre sembra piena estate tanta è la gente che sta fuori a godersi la bella serata.

Cosa mi porto a casa da questi giorni liguri seguenti il Travel Blogger Elevator?

sassello amaretti casa liguriaIl profumo dei pini marittimi di Sanremo che mi hanno ricordato le estati in campeggio da piccola, la pedalata lungo mare con il sole ancora più piacevole in autunno, il sapore unico di una focaccia morbida, la raccolta delle olive a Finalborgo, un cagnolino come guida tra le vie di Pigna, un cantante particolare al ristorante del Casinò di Sanremo, il profumo dei biscotti di Sassello camminando tra i sentieri del Parco Beigua; e ancora, l’accento ligure, il calore di una serata a mangiar polenta e tartufi con i tartufai di Millesimo e poi… la cosa più importante.

Aver finalmente cambiato la mia idea di Liguria. Ora lei per me è soprattutto questo: colore intenso, sapore unico e bella gente.

Silvia

thegirlwiththesuitcase.blogspot.it

Commenti 9

    1. grazie del tuo commento anche se, come credo immaginerai, per ruolo e per “conflitto di emozioni” la pensiamo diversamente :-).
      Credo però che spetti all’autrice del post, la blogger TheGirlwithSuitcase, rispondere dove ha trovato i liguri di cui parla.

    2. Ciao Veronica,
      grazie per il tuo commento, che in qualche modo arricchisce l’articolo.
      Per risponderti al “dove sei stata?” ti invito a leggere meglio i tre articoli che ho scritto durante il mio viaggio nella riviera di ponente. Uno è questo che stai commentando, poi c’è “In bicicletta tra colline, olio e tartufi” e infine “A Sanremo in bicicletta in una seconda estate”, entrambi su questo blog.
      Lì scoprirai dove sono stata e quindi anche dove ho potuto cambiare la mia idea riguardo alla Liguria in generale e anche ai liguri in particolare.
      Io di solito quando viaggio (ma anche nella vita) scelgo di andare oltre ai soliti stereotipi: ti consiglio quindi di provare ad andare al di là della superficie. Potresti scoprire lati che nemmeno immaginavi (a me è successo proprio così)!
      E infine ti faccio un esempio: io sono piemontese ma ti assicuro che sono una persona tutt’altro che fredda e chiusa, come spesso si dice dei miei conterranei. Vedi che non bisogna mai fermarsi ai clichè!
      W i liguri!
      :-)
      Silvia

  1. Cara Veronica, mi viene da chiederti: dove sei stata tu?
    Il tuo commento fa di tutta l’erba un fascio: come se in una regione che ha più di un milione e mezzo di abitanti fossero tutti uguali. Ovviamente se vai in una grande città faticherai di più a trovare la vera anima ligure anche per via della globalizzazione che tende a far somigliare tutti i luoghi, ma prova a visitare i piccoli centri dove la gente è genuina, attaccata al proprio territorio e alle proprie antiche tradizioni.
    Prova a visitare i paesini del Levante Ligure (parlo della mia zona d’origine perché avendoci abitato la conosco molto bene), fermati a parlare con gli abitanti quando passeggi per le strade, chiedi informazioni su cosa vedere e su cosa fare; è vero, molti liguri sono timidi e riservati e non verranno mai da te per primi perché il loro carattere è abbastanza introverso in generale, ma se provi ad avvicinarli loro ne saranno ben felici, si dilungheranno in spiegazioni e racconti sulla loro terra, condivideranno particolari e anedotti. Essere introversi non significa essere poco ospitali o poco cordiali, anzi… è proprio nelle persone più timide che si nasconde un gran cuore.
    Non abito in Liguria da moltissimi anni ormai, ma ogni volta che penso al mio paesello sperduto tra i monti mi viene il sorriso. Io adoro la mia regione d’origine.

    Complimenti a Silvia per i suoi racconti :)

    Valentina

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