In bicicletta tra colline, olio e tartufi

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Prendi una mattina di ottobre, magari sulla riviera dei fiori, con un clima primaverile: ecco, il mio secondo giorno trascorso nella Liguria di Ponente è iniziato così. Lasciamo il villaggio dei fiori mentre Silvia, dello staff, ci chiede di tornare presto e con più calma, e poi ci fa ciao con la mano da lontano. Quindi attraversiamo colline illuminate da un tiepido sole prima di arrivare in uno dei borghi più belli d’Italia, Finalborgo, la parte antica di Finale Ligure.
finalborgo palla neve paesaggio souvenir

Qui ci aspetta Riccardo, che vive qui e assomiglia da matti a Daniele Silvestri, per portarci alla scoperta del centro storico dentro alle mura. Ma è sulla collina sopra al borgo che ci aspetta un’esperienza unica: all’azienda agricola Sacone raccogliamo le olive insieme ai membri della famiglia. Una raccolta che punta alla qualità con solo 180 bottiglie di olio prodotte in un anno, fatte con olive mature al punto desiderato e non trattate chimicamente.

Ma è quando Bruno, il proprietario, ci fa entrare nella sua casa risalente all’anno 1000 per offrirci tutto ciò che produce con così tanta passione, ovvero vino, olio e miele, addirittura accompagnati da un po’ di focaccia con pesto e formaggio, che ti accorgi quanto speciale è quel momento: condivisione, uniti attorno a un tavolo, di prodotti di quella terra e di storie di quella famiglia. E troviamo ancora profumi e sapori della zona alla trattoria La Grotta, in località Le Manie, dove una leggera brezza che sa di ulivi entra all’improvviso dalle grandi finestre della sala portando con sé il silenzio e la quiete di quei luoghi.

Una leggera brezza che sa di ulivi entra all’improvviso dalle grandi finestre della sala portando con sé il silenzio e la quiete di quei luoghi.

Ma stiamo ancora gustando le frittelle di mele del dessert che ci ritroviamo in sella alla mountain bike per scendere verso Varigotti seguendo Riccardo tra i tornanti, gli ulivi e le vigne, scorgendo poi l’attimo in cui una piccola macchia di mare è illuminata dal sole al tramonto. Non ero mai andata in mountain bike vista mare: altra esperienza inaspettata, sportiva ma allo stesso tempo fattibile spuntata dalla lista. Ma ora viene il bello, un’esperienza che vorrei quasi quasi inserire nel curriculum: la caccia ai tartufi insieme a Pongo e Luna, accompagnati dai padroni nonché tartufai dell’associazione tartuficoltori liguri.

fonduta finalborgo ricetta liguriaÈ ormai sera e con le torce seguiamo i cani che cercano, fiutano e infine trovano alcuni tartufi bianchi pregiati. Mangiarli dopo aver seguito la ricerca nel bosco? Vi assicuro che hanno tutto un altro sapore. All’osteria Il Castello a Gienco Alto siamo davvero tra amici, le cene che piacciono a me. Un po’ di polenta, fonduta e una spolverata di tartufo bianco riescono a rimettermi in forze insieme al pan fritto, al formaggio con tartufo nero e al bunet, budino tipico piemontese.

Cosa voglio ricordare meglio di questa intensa e assolutamente insolita giornata di fine ottobre? Il profumo del mare appena sveglia, il tempo fermato in una palla di neve a Finalborgo, la focaccia con il pesto passata di mano in mano, tende bianche che svolazzano fuori da una finestra, adrenalina scendendo su due ruote verso il livello del mare; e poi l’eccitazione di scovare un gioiello di tartufo nel bosco con la sola luce delle torce e della luna. E poi voglio ricordarmi il calore di una cena autunnale dove ho mangiato davvero di gusto, tra persone genuine e con quell’immancabile semplicità che rende bella la vita.

Silvia Cartotto

thegirlwiththesuitcase.blogspot.it

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