Ranzo, città del vino: sei donne, un gourmet e una vigna

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Il 20 settembre io e Cristina siamo andate a Ranzo: vi posso giurare che lo abbiamo fatto per lavoro, anche se dovevamo presenziare ad un seminario dal titolo “Team building in vigna: la vendemmia da rito a prodotto turistico”. Ecco, lo sapevo: via quegli sguardi di finto compatimento!

Bene, cosa sarebbe questo team building?

Uva RanzoAllora: avete presente quando da ragazzini si organizzavano le feste per far conoscere i due adolescenti che non sapevano come attaccare bottone?
Bene.
Ingredienti: prendete degli operatori dell’entroterra intraprendenti e parecchi operatori della costa curiosi accompagnati da rappresentanti delle associazioni del ricettivo, e pubblici amministratori altrettanto interessati e metteteli al posto dei due adolescenti.

Diciamo che da tempo si studiano da lontano e vorrebbero conoscersi, ma non trovano mai il tempo pur essendo vicini. Ecco allora gli animatori della compagnia nella persona della sindaca Angela Vinai di Ranzo e dei docenti Luca Turli e Franco Laureri dell’alberghiero Giancardi di Alassio che pensano di farli giocare: non solo li rimandano tutti a settembre per farli studiare, ma li utilizzano anche nelle vigne facendoli lavorare come veri contadini mandandoli a vendemmiare nei filari delle vigne di Ranzo per capire che bisogna avere nuovi occhi per scoprire i tesori al di là del mare.

Ma cosa è successo veramente?

Alle 14:40 siamo al punto di incontro, ci registriamo e scopriamo che deve esserci una gara: bene! Io e Cri ci guardiamo intorno e individuiamo un uomo con una chiocciolina oro simbolo di Slow Food: avvistato e preso! È lui l’uomo che vogliamo come caposquadra, con lui siamo certe di vincere. Non sia mai detto che non torniamo a casa portando in alto il nome di Turismoinliguria!

Sandro Scarpa SlowfoodVengono create sei squadre per una caccia al tesoro in vigna, composte da operatori, amministratori pubblici e associati di varie associazioni, capitanate ognuna da un rappresentante di queste categorie e guidate ciascuna dal proprietario di un’azienda agricola della zona… Io e Cri ci guardiamo: lavorare giocando! Attendiamo speranzose di vederci assegnare la squadra, e indovinate un po’? Il nostro caposquadra è proprio l’uomo dalla chiocciolina oro! Sandro Scarpa, Fiduciario della condotta Slow Food di Alassio – Albenga e referente regionale dei rapporti con le scuole per gli orti didattici che comanda una squadra composta da cinque donne!

Siamo pronte a partire: indossiamo il grembiule e la bandana, divisa dei vendemmiatori e seguiamo il nostro caposquadra riconoscibile dal panama.

Aspettiamo la nostra guida aziendale, per conoscerla e scopriamo che è Loredana Faraldi, della cantina A ‘Maccia – Donne in vigna, un’azienda di quattro generazioni di donne in vigneto! È in quel momento che siamo certe che vinceremo. Sei donne e un gourmet! Loredana ci accompagna nella sua vigna mentre le hostess ci consegnano la busta fase uno.

Arriviamo nella vigna coltivata a Pigato, (bello da vedere, buono da assaggiare ancora sulla vite e ottimo da bere) e Loredana ci racconta tutta la vita di questo splendido prodotto, fino a quando diventa nettare degli dei. Noi come bravi scolaretti stiamo attenti e prendiamo appunti per rispondere alla prima busta assegnata.

Torniamo quindi al punto di ritrovo, completiamo la scheda e riceviamo la busta fase due e… scopriamo che dobbiamo scendere nella vigna e raccogliere 5 kg di uva e 1 kg di racemi, senza pesarli, e portare un grappolo zuccherino, maturo al punto giusto e non bruciato dal sole e trovare dieci foglie malate di mal d’esca. Nient’altro poi? penso io…

Ci ragioniamo un attimo, quasi sconfortati, poi arriva in nostro soccorso il bravo Sandro e la Cri che ci ricordano gli insegnamenti di Loredana e il disciplinare della D.O.C., perciò iniziamo a raccogliere i cinque chili senza la bilancia. Ovviamente usiamo un artificio per pesare i singoli grappoli: ci avevano detto di non usare bilance, ma nessuno aveva parlato di bottigliette! E quindi cominciamo a usare le mani come bilancia e la bottiglietta di acqua da mezzo litro come contrappeso per pesare sia i grappoli sia i racemi. Trovate le dieci foglie malate siamo partiti alla ricerca del grappolo più zuccherino: assaggia questo, no assaggia quest’altro… alla fine ci siamo decisi e abbiamo trovato quello che ha messo tutti d’accordo.

pesatura ranzoTerminati i compiti, risaliamo al piazzale dell’Azienda e ci riposiamo: eravamo i primi a consegnare i nostri cesti! Ci avviamo alle pesature, abbastanza preoccupati… il giudice comincia a mettere i grappoli sulla bilancia; uno, due chili e mezzo, tre, quattro, quattro e sei, quattro e otto, alla fine ci permette di aggiungere il grappolo per la prova zuccherina e… arriviamo a quattro chili e novecentosessantacinque grammi! Quasi cinque chili!!! Siamo stati veramente bravi, tenendo conto che eravamo senza bilancia!

Con i racemi abbiamo raggiunto circa 850 grammi, ma alla prova del grado zuccherino abbiamo sbalordito la giuria: ventinove gradi: non ci credeva nemmeno il proprietario della vigna! Siamo stati veramente grandi.

Ci siamo quindi spostati all’interno della cantina per seguire la vinificazione; l’enologo ci ha spiegato tutte le procedure della vinificazione col sistema moderno, le diverse procedure per i rossi e per i bianchi: lo abbiamo seguito con attenzione, pur se in un ambiente piuttosto rumoroso perché nel frattempo stavano vinificando il Rossese. Usciti dalla cantina ci aspettava il sommelier per la prova di degustazione: e qui abbiamo tirato fuori il nostro asso di briscola, la Cri!

Appena iniziato a ricevere le domande, a partire dal’apertura della bottiglia e versamento del vino, fino alla snocciolatura di tutte le qualità organolettiche del vino, la Cri non ha sbagliato un colpo, neppure quando alla fine le hanno chiesto la descrizione del servizio di bicchieri presenti sul tavolo! Alla fine, dal capannello di persone che si era avvicinato nel frattempo e che ascoltava ammutolito è partito un applauso meritatissimo rivolto all’abilità tutta femminile di riconoscere aromi, profumi, sapori del nostro meraviglioso nettare ligure.

Dopo l’ultima prova, la cena a base di piatti tipici e la scoperta di essere arrivati primi! Il che confermava, naturalmente, le nostre migliori intuizioni di inizio gara: abbiamo chiuso alla grande una fantastica giornata!

Erano con noi: Caposquadra: Alessandro Scarpa Fiduciario Slow Food Albenga Alassio e vicepresidente Club 500 Garlenda – Partecipanti: Wilmy, moglie di Alessandro, di Garlenda Susanna, fotografa per hobby, di Alassio, Silvia, del Residence Cristal di Pietra Ligure, Cristina e io di Agenzia InLiguria: ovviamente una squadra una garanzia, per non parlare della guida aziendale, Loredana Faraldi della cantina A Maccia! Una giornata nell’entroterra che non potere mancare!

Uno spirito libero come me non poteva che vivere in Liguria: un abbraccio tra monti e mare e…

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