Genova dei misteri

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Il centro storico, una distesa a perdita d’occhio di tetti, torri e case, e dietro ad ogni porta, centinaia di storie. Se a raccontare le storie delle città fossero le memorie, le leggende che si tramandano, le coincidenze e le presenze, le ombre più delle luci, la storia di Genova non sarebbe più la stessa, ma potete crederci o meno, sarebbe ugualmente reale.

Non rimane che chiudere gli occhi e… immaginare.

Se ogni città è la storia di chi la abita, le città di mare sono le storie di chi arriva e di chi parte. Come i Cavalieri e gli Ospitalieri, il cui ingresso in città era proibito, perché le armi non si potevano portare dentro le mura. Migliaia di pellegrini, reduci delle crociate, uomini di fede e uomini d’arme si disponevano in crocicchi, intorno al bel complesso ospitaliero edificato nel 1180 e dedicato a San Giovanni di Pré. Nella grande Commenda i Cavalieri venivano curati e assistiti. Oggi superando il grande atrio in pietra grigia, a due passi dalla stazione Principe, pare di sentire ancora le voci dei Cavalieri. Uno spazio misterioso, dove aleggiano gli spiriti di Frate Guglielmo, il costruttore dell’edificio, Caffaro o Benedetto Zaccaria, viaggiatori che passarono per Genova, come l’ebreo sefardita Beniamino da Tudela o il geografo arabo Al-Idrisi, ma anche protagonisti delle Crociate che combatterono i genovesi o collaborarono con loro, in Siria e in Palestina, come Baliano d’Ibelin o il Saladino, il sultano che riconquistò Gerusalemme nel 1187.

Mistero dopo mistero, ecco a due passi Porta di Vacca: teatro della triste vicenda della famiglia Vachero, una famiglia molto importante e poi persa nell’oblio di una fine tragica. In una minuscola piazza, affacciata in via del Campo, si trova una fontana, bella e misteriosa. Era il 1628 quando Giulio Cesare Vachero, cospirò con i Savoia contro la potente oligarchia genovese che governava la città. In una notte avrebbe venduto Genova alla monarchia sabauda. Tutto era definito nei minimi dettagli. Ma tradimento chiama tradimento e quando tutto stava per cadere, prima cadde la sua testa. La punizione della Repubblica genovese fu esemplare. Così si legge sulla colonna infame che fu posta sul selciato

«A memoria dell’infame Giulio Cesare Vachero, uomo scelleratissimo, il quale avendo cospirato contro la Repubblica, mozzatogli il capo, confiscatigli i beni, banditigli i figli, demolitagli la casa, espiò le pene dovute».

Oggi, per chi crede nei fantasmi, resta l’ombra minacciosa del decapitato Giulio Cesare, pronta a catturare le anime dei malvagi. I vecchi di qui sanno senza sapere che in questo luogo l’infamia c’è sempre stata ben prima di Giulio Cesare. Su quel selciato infatti sorgeva un antichissimo tempio pagano dove il sangue colava copiosamente a celebrare sacrifici e martìri per placare l’ira funesta degli dei. Mentre la notte cala e le ombre confondono i pensieri, facile ritornare alla realtà trovando rifugio in buon ristorante del centro storico. L’accoglienza dei sapori, il piacere dei ripieni e del pesce mediterraneo respingono le ombre di là, da dove sono venute.

E qui finisce la prima storia ma ne sta per cominciare un’altra…

Ho sempre viaggiato, prima in spalla, poi con lo zaino ora spesso con il trolley. Ma la mia…

Commenti 5

  1. Bella storia :)) per la prima volta ho pensato di percorrere il centro storico di genova nel passato .. Quante persone saranno passate per quei vicoli, ognuna con la sua storia ma legate da un unica origine .. Bello sapere che qualcuno si occupa di far conoscere la storia, la tradizione e le abitudini ( anche culinarie che non dispiacciono mai) delle nostre origini :)))

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