L’infinito, dietro una curva

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Voglio fare l’elogio delle curve. Di quelle che si trovano in Val Trebbia, l’entroterra più selvaggio, alle spalle di Genova. Qui non ci sono treni, non passa l’autostrada. C’è solo la Statale 45, con le sue curve: a gomito, a intermittenza, strette, strettissime… Troppe, pensavo.

Conoscere il territorio, guidando piano

pentema liguria val trebbiaPrima di capire che da Torriglia a Gorreto, passando per Montebruno e Rovegno, attraversando i territori di tante piccole comunità più montane che di campagna, quelle curve rendono possibile qualcosa che spesso mi è sfuggito: conoscere il territorio guidando l’auto.

Costretto ad andare piano: una gita slow su quattro o due ruote. È stata un’illuminazione. Poi, col tempo, apprezzando l’occasione di non fare il “solito” viaggiatore distratto, ho capito che dietro ogni curva c’era qualcosa di nuovo e di unico. Ho iniziato a fermare l’auto ai bordi della strada e a guardare oltre. Ho capito che dietro ogni curva c’è il prolungamento della mia immaginazione e del mio desiderio di conoscere. Ogni curva è come la siepe leopardiana dell’Infinito. Un’idea folle? Non lo so. Ma tuffandomi a capofitto in quest’intricato dedalo curvilineo, ho potuto conoscere una realtà che è fatta di cose vere e da vedere.

Ogni curva, una scoperta

Luoghi unici, destinati a sfuggire inesorabilmente se fossi sfrecciato lungo un’autostrada o una superstrada, se avessi deciso di viaggiare su qualche comodo Pendolino o su un aereo. Ho scoperto, dietro una curva, i canestrelli di Torriglia: tante pasticcerie, ognuna con un segreto non svelato per fare lo stesso dolce a forma di margherita. Uguale e sempre diverso. Ho scoperto dietro a una curva il ponte di pietra che mi ha portato al santuario di Montebruno, dove il tempo si è fermato e non ha nessuna intenzione di ripartire (fortunatamente). Dietro una curva, un po’ più in là ho scoperto Fontanigorda con il suo verde e i suoi boschi.

canestrelli torriglia val trebbiaDietro una curva ho visto i sentieri che portano all’Antola, la montagna che è anche un parco lussureggiante. Ho visto, superando un incrocio diabolico a Torriglia, il tracciato che permette di arrivare, con la strada più assurda e impossibile che abbia mai fatto (e quindi bellissima), a Pentema: eterno paese presepe, che durante l’inverno diventa un presepe vero e proprio. Ho seguito anche le sponde del Trebbia e a Gorreto ho trovato un luogo perfetto per fare qualcosa che non avevo mai pensato di fare: pescare in un fiume (c’è anche una zona no-kill per chi è animalista tout court).

Poi ho pensato che di gite da fare, di strade che sembrano tracciate da un progettista troppo incline al buon vino, da queste parti ce ne sono tante.
E ho deciso di tornare.

Io e la Liguria: una bella storia. Mi piace vederla, attraversarla di corsa o fermarmi in qualche posto;…

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