Libereso Guglielmi: un giardiniere in cucina

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Ha le mani segnate dal lavoro della terra e il viso scurito dal sole. Libereso Guglielmi, nato a Bordighera nel 1925, ha vissuto così tante vite in una che non basta un libro per raccontarle. Considerato uno dei più grandi esperti di botanica al mondo, allievo di Mario Calvino, padre di Italo, Libereso è un grande maestro che sa raccontare con la stessa semplicità aneddoti legati alla famiglia Calvino e storie curiose che stanno dietro ogni piccola pianta, fino ai grandi pensieri filosofici sul senso della vita e sulla ricerca della felicità. “Sdràiati in un prato, e quando sentirai la gioia della terra per la nascita di un seme, tu sarai un uomo felice”, gli ha confidato un Lama incontrato durante uno dei suoi viaggi di scoperta. E con questo spirito Libereso Guglielmi è vissuto finora, in totale armonia con il mondo naturale.

Sdràiati in un prato, e quando sentirai la gioia della terra per la nascita di un seme, tu sarai un uomo felice

Nel suo giardino a Sanremo, che ormai è diventato una giungla, si trovano semi e piante che ha raccolto nei suoi viaggi in tutto il mondo. Nella sua variegata vita ha accumulato un bagaglio di sapere vastissimo ed eterogeneo, che lo ha portato a una conoscenza profonda di piante e fiori, compreso il loro lato commestibile, messo alla prova dal suo essere da sempre vegetariano.

L’elisir di lunga vita? Mangiare fiori e piante spontanee: il glicine, ad esempio, è ideale nell’insalata, mentre i fiori di sambuco e di acacia sono buoni fritti

Grazie ai suoi consigli sull’uso delle erbe spontanee in cucina, scopriamo che con le margherite si può fare una profumata insalata con un’aggiustatina di olio extravergine, sale e pepe, mentre i delicati boccioli del tarassaco, erba dalle mille proprietà salutari, si possono mangiare in pastella. Con i fiori di borragine si può fare una salsa per accompagnare i formaggi, con le ortiche delle frittelle e con la menta e le foglie dei lamponi selvatici una tisana rinfrescante e digestiva.

Piatti semplici e gustosi, fatti con ingredienti che tutti possono trovare in una gita in campagna. Tra le erbe che abbiamo nei nostri prati ci sono almeno 200 varietà di piante mangerecce che non conosciamo. I luoghi migliori dove cogliere le erbe sono i muretti a secco, dove c’è la sicurezza che da lì non sono passati animali.

Leggere le ricette di Libereso significa anche intraprendere un viaggio attraverso i borghi dell’estremo Ponente ligure: partiamo dalle patate ripiene di Apricale per arrivare al puré di castagne di Perinaldo, fino a gustare la salsa di Badalucco e il ciausun di Bajardo.

Attraverso le parole, i gesti e i libri di Libereso, poeta dei fiori, degli alberi, e dei frutti che sembra uscito pari pari dal romanzo di Calvino Il Barone Rampante, impariamo che si può arrivare a 87 anni con gli occhi che brillano ancora di curiosità.

Aria vacanziera tutto l’anno, anche quando lavoro, e sguardo curioso quando cammino per Genova, mia città adottiva. Il…

Commenti 1

  1. Ho conosciuto Libereso. Ci ha dato consigli per la realizzazione dell’orto botanico che, come comune di celle ligure, abbiamo realizzato. Personaggio veramente interessante.. Con lui imparo a mangiare quasi tutte le erbe che vedi nei prati e che non avresti mai pensato potessero far parte della tua cucina :)))

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